La Bulgaria, nonostante le sue ridotte dimensioni, è un paese ricco di cultura, di panorami splendidi, di gente amichevole in grado di offrire calore e sincera ospitalità. Il paese va orgoglioso della sua ricca tradizione e del suo folklore. Le danze popolari, la musica, i costumi tradizionali, rappresentano un aspetto rilevante nella vita dei bulgari.
In linea a questo sentimento, anche quest’anno, nella città di Stara Zagora, nei giorni scorsi, grazie all’impegno del sindaco Svetlin Tancev e del responsabile artistico Krum Georgev, è stato organizzato il Festival dei Giochi in maschera.
Stara Zagora dista circa 230 km dalla capitale Sofia, ed è capoluogo della regione omonima. Situata nel centro della Bulgaria, nella famosa “Valle delle Rose”, ha la peculiarità di avere una pianta urbanistica (opera dall’architetto jugoslavo Lubor Bayer) caratterizzata da vie dritte che si intersecano ad angoli retti.
Il nome Stara Zagora, significa “vecchia città (dietro la montagna)”, ma questo è solo il suo ultimo nome. Nella sua storia millenaria, la città ha avuto infatti diverse denominazioni, tra le quali: Vereia, Beroe, Augusta Traiana, Zeleznik, Eski Zagra.
Tutti i gruppi folkloristici presenti, hanno sfilato nella piazza davanti alla “obshina” il municipio della città, mettendo in scena delle rappresentazioni carnevalesche di evidente tradizione agro-pastorale. Scene prese dalla vita quotidiana, dal tipico sapore rurale: il lavoro nei campi, l’amore tra due giovani innamorati, la comparsa di personaggi come il pope, il demonio, la guardia.
Quest’anno, al festival, alla sua XI° edizione, hanno partecipato anche quattro gruppi stranieri dalla Slovenia, Serbia, Grecia e Turchia, oltre che gruppi dalle città bulgare di Pernik, Pazardzik, Plovdiv, Sliven, Shumen, Burgas, Jambol, Razgrad e della stessa Stara Zagora.
I personaggi fantastici, messi in scena, vestono variopinti costumi di stoffe ricamate spesso ricoperti da pelli e da piume; intorno alla vita portano delle cinghie con attaccati campanacci di varie misure.
Questi personaggi nascondono il loro viso dietro le più stravaganti maschere decorate in vario modo, con nastri colorati, piume, corna o zanne: da quelle con espressioni spaventose e terribili a quelle grottesche e ridicole. Alcune di queste maschere presentano un doppio viso: di aspetto bonario da una parte e di aspetto malvagio dall’altra.
Simboleggiano il male e il bene che indivisibilmente esistono nel mondo. I personaggi hanno un compito speciale e vitale nel mondo rurale: cacciar via non solo il male, ma anche il buio, il freddo dell’inverno per portare a tutti il bene, il raccolto e la prosperità della primavera. In origine, attraverso queste rappresentazioni si cercava di placare o di controllare la durezza degli elementi naturali.
La Bulgaria, posta nella parte sud-orientale dell’Europa, presenta elementi culturali che la differenziano degli altri Paesi balcanici, è una specie di crocevia slavo sul quale cinque secoli di dominazione turca hanno lasciato una traccia profonda.
L’influenza orientale è riconoscibile, ad esempio, nell’arte popolare; mentre nelle consuetudini legate alla vita rurale e al culto, non solo si sono mantenute le originarie radici slave, ma addirittura persistono antiche sopravvivenze trace e romane.
Un aspetto importante della cultura bulgara è l’attaccamento alla natura. Questo legame verso la terra si riflette infatti, non solo nelle leggende ma anche nelle sue manifestazioni folkloristiche.
Ancora oggi l’agricoltura riveste grande importanza nell’economia del paese. In molte località: campi coltivati, frutteti, vigneti, roseti danno una forte connotazione paesaggistica.





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Hai una capacità descrittiva straordinaria, attraverso le parole dei tuoi articoli, riesci a far arrivare le immagini dei posti di cui parli. Grazie per questo “piccolo viaggio”….
In effetti questo Bertolasi è un mago dei viaggi, una volta sono stato con lui in un viaggio in Russia e lui faceva da guida. Grazie, sei sempre troppo preciso e professionista.