Il vento antartico spira forte e sembra volerlo portare via. Ma il tricolore continua a sventolare sul monte Vinson.
Lo hanno piantato ieri quattro alpini dopo aver sfidato i ghiacci del Polo Sud e i 4.897 metri della vetta più alta dell’Antartide. Sono arrivati lì, dove solo altri sette alpinisti italiani, Messner compreso, hanno osato attaccare le nevi del settimo continente.
L’avventura dei Primi Marescialli Ettore Taufer e Giovanni Amort, il Maresciallo Capo Elio Sganga e il Caporale VFP4 Marco Farina, è iniziata il 19 dicembre scorso, una volta atterrati alla base commerciale di Patriot Hills.
Poi hanno affrontato bufere di neve e venti oltre i 150 chilometri orari. Hanno attraversato a piedi i 300 chilometri che li dividevano dal campo del massiccio Vinson, trainando slitte cariche di materiale, pesanti 75 chili, senza l’aiuto dei cani.
E’ la prima volta che i membri di una spedizione seguono questo “itinerario”. Di solito i viaggiatori del ghiaccio preferiscono farsi portare con l’elicottero da Patriot Hills sino al centro base della montagna.
Loro, no. Temerari sino in fondo, i quattro cavalieri delle nevi di Courmayeur hanno scelto la via più difficile, la più irta, la più bella. Quella per cui ogni sforzo è una ricompensa per l’anima.
Una volta arrivati al campo hanno aspettato che le condizioni atmosferiche migliorassero per scalare la cima. Così, il capodanno lo hanno festeggiato lì: dentro le tende, una bottiglia di Mgnum in mano. Fuori il vento spirava fortissimo mentre la temperatura scendeva a meno trenta.
Tutti e quattro gli intrepidi fanno parte del Centro Addestramento Alpino. Sin dal lontano 1985, i suoi membri prendono parte alle campagne antartiche dell’Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente. La traversata e la scalata al monte è stata scelta per festeggiare l’Anno Polare Internazionale.
Così, ieri mattina alle 10, ora locale (le 16 in Italia), sono partiti dal Campo Alto per raggiungere la cima. Nonostante le condizioni atmosferiche, quelle stesse che li avevano bloccati per giorni, alle 18 ora italiana, ce l’hanno fatta.
Dall’altra sera, il tricolore sventola sul Vinson.




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