
laFeltrinelli.it
Webster.itEnrico Franceschini, corrispondente da Londra del quotidiano “la Repubblica”, racconta in questo libro autobiografico come sia diventato giornalista. Dopo la laurea e alcune collaborazioni con dei giornali locali decide di partire alla volta dell’America, affascinato dai film americani con De Niro e i racconti di Bukowski.
Approda a New York con un borsone rosso, la macchina da scrivere e tanti sogni da realizzare. Pensa di fare il corrispondente dagli Stati Uniti per i giornali italiani. Così inizia a mandare articoli, soprattutto di sport, ma gli pubblicano solo qualche articolo senza pagarlo.
Allora decide di trovarsi un lavoro alternativo per mantenersi e pagare l’affitto dell’appartamento a Hell’s Kitchen. Distribuisce volantini per un topless bar e dà ripetizioni di italiano agli studenti delle università di New York.
La svolta arriva per caso: ritrova un amico dell’università in una libreria, che vive da qualche mese a New York e cerca di realizzare il sogno di diventare sceneggiatore.
Questo amico conosce un giornalista che lavora in un’agenzia di stampa a Roma, il quale a sua volta cerca giovani corrispondenti dall’America.
D’improvviso si trova a collaborare con questa agenzia e in seguito con l’Espresso. Finalmente sente di essere riuscito a realizzare il suo sogno e infatti lascia il lavoro di volantinaggio per il bar.
È un libro che si legge d’un fiato talmente appassionano le vicende di questo ragazzo alle prese con un modo ostico, qual è il mondo del giornalismo. In questo caso veramente gli Stati Uniti sono stati il paese dove si possono realizzare i propri sogni se si ha voglia di lavorare.
Ovviamente non è stato tutto rose e fiori. Ci sono stati mesi interi di lavoro non stop, in cui si barcamenava tra gli articoli non retribuiti e il volantinaggio. Periodi di solitudine, sia per la lingua conosciuta dall’autore a livello scolastico e che quindi era un ostacolo di non poco conto, sia l’aver trovato l’appartamento in un quartiere malfamato in cui giravano facce poco rassicuranti.
Un’avventura rocambolesca con happy end che può rappresentare uno spunto sia per coloro vogliono intraprendere un viaggio formativo a New York, sia per coloro che vogliono iniziare la carriera giornalistica come corrispondenti. In entrambi i casi è una lettura utile anche se questo viaggio senza biglietto di ritorno è ambientato negli anni Ottanta e perciò la città, la vita, l’economia sono cambiate radicalmente.


Viaggio nel quartiere newyorkese, simbolo della cultura afro-americana, fra scene di vita quotidiana e i colori dei tanti writer che abbelliscono le serrande dei negozi.

Città francese che annovera, tra le sue bellezze, un suggestivo centro storico medievale dove passeggiare senza meta. E sempre qui è nata la signora newyorchese più famosa del mondo.

Dopo tanti mesi passati a lavorare e studiare, il ritorno di un siciliano nella sua terra, fra sapori, sensazioni e tutta quella poesia innata nello spirito italiano.