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03.12.2007

Viaggio nel cuore dell’India

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DETTAGLI DEL LIBRO

Titolo: Avventura in India
Autore: Gerardo Bamonte e Lidia Marzotto
Editore: Ed. scolastiche Bruno Mondadori
Anno: 1990
Prezzo: € 3,00
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«Non preoccupatevi se ogni giorno scoprite un nuovo aspetto dell’India che non riuscite a spiegarvi. Questo è un mondo talmente complesso che nemmeno vivendoci per anni si riesce a comprendere interamente».

Con queste parole, una funzionaria dell’Ambasciata italiana a Delhi conquista la simpatia di Laura e Massimo, i due giovani protagonisti del racconto Avventura in India (Edizioni Mondatori, 1982).

Parole che rapiscono per la loro straordinaria scorrevolezza, quelle di Gerardo Bamonte e Lidia Marzotto, i due autori del libro: il primo, nato a Roma nel 1939, ha partecipato, come ricercatore, a missioni etnologiche in Africa, Asia e America centro-meridionale, redigendo numerosi saggi scientifici sulle popolazioni indigene dei vari continenti.

La seconda, nata a Milano nel 1945, insegnante di scuola media superiore, ha collezionato molteplici viaggi in India e Medio Oriente, Messico, Brasile, Lapponia e Africa del Nord, conducendo, nel frattempo, anche ricerche di ecologia umana.

L’India, paese fatto di magiche tradizioni e di sogni di marmo sospesi sull’orizzonte (come la moschea funeraria di Taj Mahal, il più fiabesco pegno d’amore mai donato), è la vera protagonista della trama incantata di questo libro, in cui i confini tra reale ed irreale si fanno fluidi accompagnatori di un lettore affascinato.

Tutto ha inizio durante una vacanza natalizia trascorsa da una famiglia in India; Laura ed il fratello Massimo, due giovani studenti, si trovano, casualmente, ad affrontare da soli la suggestiva diversità di questo paese sconosciuto. La loro breve avventura li metterà a contatto con una terra piena di sorprese e di realtà sconcertanti, dove potranno imparare a conoscere meglio se stessi.

Occhi grandi come il mare, neri e luminosi come un cielo puntellato di stelle, sorriso ingenuo e pura bellezza: la bambina indiana che ravviva, con il suo sguardo, la colorata copertina del libero, ci introduce nel racconto, preceduto, a sua volta, da una semplice cartina geografica della nazione.

Il testo, interrotto, di tanto in tanto, da schede illustrative delle diverse tradizioni e consuetudini del posto (le caste, le religioni, le vacche sacre), è suddiviso in capitoli che ripercorrono le varie avventure dei protagonisti e che si soffermano sui luoghi visitati (Calcutta, il palazzo del Marajà).

Il capitolo conclusivo, intitolato E poi?, riporta una riflessione degli autori sul modo in cui, nella storia, venivano conclusi i libri; di solito, il finale era incentrato sulla frase “E vissero tutti felici e contenti”.

Ciò provocava una sorta di insoddisfazione nel lettore più insaziabile, che si affannava a scollare i risguardi delle copertine di cartone colorato per vedere se il rilegatore, per sbaglio, non vi avesse infilato dentro il resto della storia.

Ed è per questo che i rilegatori avevano suggerito agli scrittori di inventare l’Epilogo, in cui essi, stanchi di scrivere, facevano sposare eroi ed eroine, che poi avevano sempre molti bambini. Così, gli scrittori, credendo di aver risolto tutti i problemi, si mettevano a dormire per recuperare le notti perdute a scrivere a lume di candela.

Tutto questo per dire che Gerardo Barone e Lidia Marzotto, disposti a rispondere agli E poi? dei lettori più curiosi, hanno dato un epilogo al loro libro, consapevoli, però, di lasciare in sospeso alcuni interrogativi.

La storia di ogni personaggio continua, ma qualcosa è diverso, qualcosa è cambiato, soprattutto nella quotidianità di Laura e Massimo, ritornati alla loro vita ed ai loro studi. Che cosa sia cambiato non mi è dato dirlo, lascio ad ogni singolo lettore la scoperta delle risposte, risposte al racconto, risposte alla propria vita.

Affinché egli possa assaporare fino in fondo il magico gusto della lettura.

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