
laFeltrinelli.it
Webster.it«Questo libro è nato la mia terza notte di nozze. Al terzo piano – senza ascensore – di un vecchio pub di Sidney con quattro stanze da letto per “intenditori”. Complimento che le guide Lonely Planet riservano a chi si rifiuta di volare all’altro capo del mondo per scendere nell’anonimo megahotel di turno».
Insolito. Brillante. Curioso. Divertente. Quello della giornalista Carlotta Jesi è un
libro che si legge sorridendo, una sorta di diario alla Bridget Jones.
La stessa scrittrice lo definisce un «manuale di sopravvivenza per viaggiatrici ninja», una guida che offre consigli su come non apparire impolverate e mostruose perfino in Patagonia e su come intraprendere un “viaggio a due” on the road senza perdere salute, femminilità, fascino e, soprattutto, compagno.
Si legge nel libro: «La vera differenza tra l’uomo e la donna è che l’uomo, specie se sprovvisto di sorelle, non sfrutta tutte le potenzialità di un bagno. Da qui la domanda, senza risposta, che rivolge alla donna da generazioni: cosa ci fai ancora lì? (Secondo mia nonna, l’unica dritta che serve veramente prima di mettersi in viaggio con lui)». Ironia? La giornalista afferma di farsi consigliera per aver provato le esperienze di cui parla direttamente sulla sua pelle.
La Jesi cerca di sfatare il mito secondo cui la vacanza di lusso si fa con la valigia griffata e quella pulciosa con lo zaino. Zaino è sinonimo di libertà, è simbolo di un viaggio di nozze alternativo, di quelli che non si dimenticano più per tutto il resto della vita.
Nessun ristorante di lusso, né champagne, solo un condiviso gusto per l’avventura. Quella fatta di lunghe passeggiate alla scoperta di nuove mete, di imprevisti e di incontri sorprendenti.
Un viaggio che è premessa del viaggio stesso della vita di coppia, dove ogni giorno dovrebbe essere diverso dall’altro pur nel loro consueto succedersi.
Viaggio di nozze zaino in spalla è un libro da mettere nel proprio zaino, da leggere come romanzo, da utilizzare come guida, da sfogliare come manuale, da consultare come consigliere.


Intervista a un uomo sempre in viaggio. Marco Cavallini, 48enne con la passione per il vagabondare e per la fotografia, racconta la sua originale esperienza a il reporter.

Viaggio nel difficile mondo dei corrispondenti di guerra. Tra coraggio, adrenalina e paura. A tu per tu con l’inviata Rai, Monica Maggioni, e un ricordo per la giornalista del Corriere della Sera, Maria Grazia Cutuli (1962-2001), vigliaccamente uccisa in Afghanistam dieci anni fa.

Nascita e sviluppo di un suggestivo “contenitore lirico” voluto dalla giornalista Valeria Gentile per raccontare comunità, luoghi e territori del mondo attraverso i poeti contemporanei.