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Webster.itViaggiare senza partire. Succede quando i sogni cullano la fantasia. Quando immaginiamo di essere in un luogo sconosciuto per l’ardente desiderio che abbiamo di vederlo. Basta chiudere gli occhi e liberare l’anima. Basta questo per essere lì, ai confini del mondo. O ai confini della realtà. È semplice. Economico.
È delicatamente creativo. In fondo il cielo appare diverso a seconda di come lo si guarda. A seconda di come lo si percepisce. Ogni paesaggio, ogni più sperduto angolo della terra, ci osserva con gli stessi occhi con cui noi lo osserviamo.
Tiziano Terzani definiva quello di Andrea Bocconi «un libro intrigante e godibile, un affascinante “viaggio nel viaggiare”». Pagine che raccolgono, simili ad appassionate collezionatrici di storie, numerose riflessioni ed esperienze.
Nomadi alla ricerca di un punto mai fermo, di una distanza non colmata, i Viaggiatori raccontano la loro vita con le parole di sentieri appena abbozzati.
«Da sempre anime inquiete trovano nel viaggio un momento in cui la vita vibra a frequenze inconsuete. L’inaspettato, lo sperdersi, ci fa sentire più vivi, attiva i sensi, sconquassa i pregiudizi. Lo spaesamento rompe gli schemi mentali in cui incaselliamo il mondo…».
“Viaggiare per non partire” di Andrea Bocconi è tutto questo. È l’inaspettato smarrirsi che ci fa sentire vivi, perché, attraverso le sue pagine, noi riusciamo ad improvvisarci viaggiatori immobili con un profondo desiderio nel cuore.
Quello di partire per ritornare diversi: «Si incontrano nuovi odori, nuovi sapori, cambiano le regole del gioco. Dobbiamo imparare molto, nulla è più scontato, neppure prendere un autobus o ordinare un piatto al ristorante. Nessuno ci conosce, nessuno connette il nostro volto a una storia, a un nome. La vecchia identità non funziona più, veniamo visti e guardati in modo nuovo, vediamo e guardiamo in modo nuovo».
Alcune interviste, come quelle a Tiziano Terzani e a Fosco Maraini, ed una bibliografia di grandi viaggiatori completano il libro, capace di trasmettere al lettore un entusiasmante amore per il viaggio.


Nella città caput mundi. Alla scoperta di una delle metropoli più belle del mondo. Tra le sue piazze e i suoi sontuosi monumenti. Antichità di eterna bellezza. Incantevoli scorci.

Le tinte chiare di Piazza di Spagna rilassano. E il pensiero è libero di viaggiare. Ecco uno dei tanti luoghi magici di questa città.

Dith Pran, fotoreporter del New York Times, famoso in tutto il mondo per aver ispirato con la sua storia il film “Urla nel silenzio” si è spento in America per un male incurabile.
C’è una frase di questo libro (che anch’io ho amato molto) che mi piace ricordare: “C’è chi viaggia sempre e non parte mai, avvolto in un bozzolo di pregiudizi. C’è chi parte e va lontano senza bisogno di viaggiare. C’è chi parte e viaggia e c’è chi non parte e non viaggia. Forse il punto non è se stare a casa o partire, però lo dico subito: il mio cuore è col viaggiatore, non sono né così saggio né così malato da star bene solo dove sono nato, dove vivo”. Se partire non è la sola strada, però è la nostra…
Bellissima recensione Anna Maria, complimenti!
Grazie, Anna, per le tue parole… “non sono né così saggio né così malato da star bene solo dove sono nato, dove vivo” scrive Bocconi; è vero, spesso l’esigenza di allontanarci dal nostro paese ci aiuta a viverlo meglio al ritorno. Riusciamo e vederlo con occhi diversi, forse con uno sguardo più nitido… possiamo viaggiare non solo fisicamente, ma anche attraverso il cammino altrui, le pagine di un libro, l’esperienza di un reporter che racconta con passione ciò che ha visto, ha toccato, ha assaporato, ha udito… a presto. Anna Maria