
laFeltrinelli.it
Webster.itGli scrittori sono quasi sempre degli appassionati viaggiatori. Ricordo di aver letto questa frase nel vagone di un treno. Pensieri che rimbalzano fra binari consumati e storie anonime di vita quotidiana. Chissà quando è stata scritta. E da chi. La annotai. Ora la ritrovo in un’agenda che profuma di anni passati. Una miriade di sensazioni e d’immagini sfilano sulla pellicola del tempo.
Nella letteratura il tema del viaggio è spesso utilizzato come metafora della vita. Piena di rischi e di imprevisti, di partenze e di ritorni. Nel mare dell’esistenza, l’uomo si mette alla ricerca di qualcosa che non conosce. Alcuni non possono fare a meno di scrivere. Fiumi di pagine che raccontano una storia. La loro.
Viaggi realmente effettuati. Viaggi nella parte più profonda dell’essere, dove l’anima prende carta e penna per confessarsi. Spesso il lettore riesce a percorrere lo stesso cammino dell’autore perché le sensazioni descritte non muoiono sul foglio. Vivono ogni volta che qualcuno le incontra. Perché di incontro si tratta. Fra due mondi. Fra due epoche differenti. È un viaggio. Forse il più difficile dal momento che richiede ciò che l’uomo dimentica di avere. L’immaginazione.
Mi sorprende questo scrigno di testimonianze scritte fra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, quando a viaggiare erano in pochi. Un libro che raccoglie più voci. Alcune sono facilmente riconoscibili perché le si ascolta, per la prima volta, fra i banchi di scuola. Giornalisti, letterati ed esploratori raccontano i loro “viaggi straordinari”, arricchendoli con impressioni e stati d’animo.
Ciò che accomuna tutti è la sensazione di stupore provata davanti al “disvelarsi di una realtà altra rispetto alla propria”. La difficoltà negli spostamenti, il tempo necessario a ricoprire brevi o lunghe distanze ed i collegamenti viari non sempre agevoli rendevano il viaggio un’esperienza “fuori dell’ordinario”. È nell’incontro con l’ignoto e nella scoperta del nuovo che i protagonisti di ogni singolo itinerario ritrovano se stessi.
Il libro contiene testi di Italo Svevo, Edmondo De Amicis, Matilde Serao, Luigi Barzini, Louis Simonin, Alfonso Lo Monaco, Giovanni Faldella, Salvatore Di Giacomo, Giuseppe Vigoni, Paolo Mantegazza, Enrico Giglioli, Ferdinand Gregorovius, Adolfo Rossi, Giuseppe Giacosa, Giovanni Vigna Dal Ferro, Giuseppe Sacchi, Alfredo Panini, Alfredo Oriani.
“Viaggi straordinari” è una sorta di diario scritto a più mani. Ognuno contribuisce, con la sua storia, a ricostruire quel tragitto fatto di strade che attraversano il mondo.


Intervista a un uomo sempre in viaggio. Marco Cavallini, 48enne con la passione per il vagabondare e per la fotografia, racconta la sua originale esperienza a il reporter.

Cento anni fa nasceva una delle più importanti riviste letterarie d’Italia. Storia di chi voleva cambiare la nazione sul filo della carta stampata. Puro concentrato d’avanguardia.

Viaggiatore del mondo. Testimone attento e meticoloso ha saputo rendere con le sue parole l’essenza vera e intima di cosa ha visto e vissuto.
Bell’articolo per un bello e originale libro.
Complimenti!
Grazie per l’attenzione che hai dedicato a Il reporter… la storia di ognuno di noi è legata alle pagine di un libro! Allora vengono fuori sensazioni ed emozioni. Anna Maria