
laFeltrinelli.it
Webster.itDefinire questo, un volume sui Negrita, non è solo riduttivo ma estremamente sbagliato. Fa parte di un progetto di ampio respiro, un disco, un documentario, videoclip musicali, e infine il libro fotografico. Fra le pagine si nasconde un viaggio fatto di colori, appunti, emozioni. Sembra di vivere con loro, di respirare con loro.
I Negrita non sono dei semplici vacanzieri, sono conquistadores musicali che in ogni istante cercano continuamente il contatto vero e reale con il pubblico, il popolo, la terra stessa. La loro non è un’esperienza da spettatori, ma da comunicatori, nel senso più completo del termine.
Si apre nel loro percorso il racconto di una continua ricerca di stimoli, il tour resta nello sfondo. I personaggi che incontrano entrano nella narrazione e la fanno da padroni. Il Cile, l’Argentina, l’Uruguay, il Brasile, la loro storia, il dolore dalle strade risale fin nell’anima del gruppo. Le minacce di scioglimento vengono catturate in foto in cui Alessio Pizzicannella riesce a tirar fuori la parte più vera di ogni musicista.
Le immagini si accavallano come in un susseguirsi di note musicali, si fondono fra loro creando melodia, ed il loro ordine prende il ritmo della musica. Tutto è rock in questo libro: le parole, le foto, i disegni, l’impaginazione, l’animo.
Ad ogni pagina ci si trova davanti un nuovo mondo. I colori dei mercati, i volti dei ragazzini che li seguono per imparare a suonare, l’umanità e l’ospitalità di chi non ha niente, ma lo sa far fruttare molto bene. “Less is more”. Povertà economica e ricchezza di spirito van di pari passo e così l’ingegno di un uomo trasforma pneumatici in percussioni.
Uno strumento unico per conoscere una band. Un modo unico di crescere, capire e cambiare con loro. I Negrita ed il loro entourage tornano diversi. Pau, il frontman, è riuscito a finire la sua canzone per Madre Natura, Mother, anche grazie alla spinta creativa ricevuta dal Cadomblé, a riprova del fatto che il loro è stato un viaggio interiore.
Il sud del mondo li ha afferrati, mangiati, masticati e digeriti. Loro ne sono tornati rigenerati. Dal Sud America alla Spagna ogni luogo è stato immortalato dalle eloquenti fotocamere di Pizzicannella e Mac, registrato dalla telecamera di Paolo Soravia, rappresentato dai disegni di Drigo, e raccontato ininterrottamente da ogni viaggiatore.
L’opera che ne esce cuce insieme un amalgama di voci, unite e fuse insieme da un viaggio totalizzante.


Prima un’incredibile tormenta, poi l’indomani il sole e uno scenario tanto anomalo quanto artisticamente candido. Il 17-18 dicembre scorsi, il Lido di Venezia si tinse interamente di bianco, laguna e spiaggia del Mare Adriatico inclusi.

Nella Val Germanasca si nasconde un mondo sotterraneo dove, da anni, i minatori estraggono uno dei minerali più preziosi e più puri al mondo. Bianco, morbido e vellutato.

Alla scoperta delle Alpi Pennine e Lepontine che si articolano in sette zone: tutte affascinanti per l’ambiente selvaggio e ben conservato. Dove spicca il Monte Rosa.