
laFeltrinelli.it
Webster.itUn pesce viaggiatore, arrivato a riposarsi in una delle insenature più tranquille del Mediterraneo. Ecco come Tiziano Scarpa immagina Venezia, la sua città natale.
Nel suo volume edito da Feltrinelli la descrive con un’insolita ironia, acutezza e una buona dose di aggettivi che ben riescono a descrivere il suo punto di vista, insolito e accattivante.
Si tratta di una nuova versione, ampliata e ritoccata, di una sua opera pubblicata da Paravia nel 1998 “In gita a Venezia con Tiziano Scarpa”.
“Venezia è un pesce” è una guida singolare da leggere in poche ore. La si può portar dietro quando si cammina per calli e campielli o consultare come un breve dizionario di dialetto veneziano.
È un saggio che elargisce consigli. È una storia da ascoltare come se fosse una favola del nonno.
Quasi noncurante nel non voler nominare monumenti e itinerari visti e ripetuti dalla maggior parte delle guide turistiche, Tiziano Scarpa riesce a coinvolgere il lettore nell’atmosfera fiabesca e unica di Venezia, dedicando ogni capitolo a un senso diverso.
Vista, udito, olfatto, tatto e gusto, lasciando “in coda” una serie di riferimenti letterari sulla Serenissima e una piccola antologia di testi veneziani.
L’autore discorre sulla sua amata città talvolta ridendo, talvolta arricciando il naso. Come un innamorato, ascolta le sensazioni e le emozioni che la città gli suscita.
E anche voi, letta l’ultima pagina, capirete che Venezia è una città da scoprire con i piedi, da percorrere con le gambe e da vivere con il cuore.
Ne tratteggerete i lineamenti con le mani, la assaggerete con la bocca e la scruterete nel volto. Orecchie e occhi avranno di che ringraziarvi.
In fondo è un pesce con una lunga storia e molto tempo da dedicarvi.


Nella laguna veneta, poco lontano dalla colorata Burano, giace l’isola di Torcello, abitata ormai da pochissime persone, ma ricercatissima per le sue bellezze naturali e architettoniche.

Dalla preistoria, passando per le tribù dei nativi americani e maori fino alla 67° edizione della Mostra del Cinema. Come una moderna Dante, l’artista Elena Tagliapietra tratteggia i veneziani di colori infernali, colpevoli di non fermare lo spopolamento della città.

Oltre trenta chilometri a remi. Migliaia di vogatori. Oltre 1500 imbarcazioni. Dal Bacino di S.Marco, lungo la Laguna Nord, fino all’arrivo di fronte alla Basilica della Salute. Dal 1974, contro il moto ondoso.