
laFeltrinelli.it
Webster.itNel susseguirsi monotono di una grigia quotidianità, la tentazione di lasciare tutto per intraprendere un lungo viaggio è forte. Chi non ha mai provato, anche solo per un istante, questo desiderio?
Eppure ci si ostina a dire che non c’è tempo, che il denaro scarseggia, che la vacanza è, ormai, un lusso per pochi. Scuse. Quello che manca, in realtà, è il coraggio.
Il viaggio è un’educazione alla libertà. Ed è la libertà che fa paura. Le giornate scandite dal ritmo dell’orologio sono abiti a cui siamo affezionati. Ci trasmettono sicurezza. La paura mette a tacere i sogni annullandoli. Gli impulsi, allora, rimangono tali. Non si realizzano.
Rolf Potts, nel suo libro Vagabonding, offre alcuni consigli su come decidere di partire. Sì, perché il momento più difficile del viaggio è quello in cui si decide di intraprenderlo. Quanto costerà? Quanto durerà? E il lavoro?
Il viaggio è leggerezza, è un lasciarsi trascinare dalla curiosità, dalla fantasia, dall’avventura, dall’imprevisto. È uno svincolarsi dagli obblighi e dagli impegni per assaporare la vita nella sua più profonda essenza.
Viaggiare è scoprire la bellezza degli imprevisti, è mettere alla prova se stessi per ritrovarsi esploratori del mondo.
Nel libro si alternano esperienze personali, informazioni pratiche, ritratti di vecchi viaggiatori e suggerimenti. L’autore offre anche un elenco di indirizzi web utili per chi voglia intraprendere il suo personale vagabondaggio.
Dal 1994 Potts, definito il Jack Kerouac dell’era di Internet, viaggia ininterrottamente. Poi racconta le sue numerose esperienze a Salon, Condè Nast Traveler, National Geographic Adventure (di cui è editorialista), National Geographic Traveler, Best American Travel Writing.
Vagabonding è la sintesi dei suoi viaggi, è espressione di uno stile di vita libero dagli schemi quotidiani che, come gabbie, intrappolano la parte più vera dell’uomo.
Un libro che fa riflettere. Che aiuta a vedere l’esistenza con occhi diversi. Gli occhi del viaggiatore.


Ai confini estremi orientali italiani, c’è una città celebrata da scrittori e poeti. Il suo porto, messo sempre alla prova dalla gelida bora, fa dell’azzurro una tavolozza di continua espressione.

Ancora oggi in Italia sono molti coloro che ignorano l’esistenza di questo luogo, testimone storico della ferocia e della barbarie nazista. L’unico campo di concentramento dotato di forno crematorio dell’Europa meridionale.

Centro della vita religiosa cittadina, luogo di incanto in cui si affollano i turisti. Un concentrato di monumenti patrimonio Unesco di cui regina indiscussa è la torre pendente.
Bellissime parole, Anna Maria. Sono anche io sul bordo di una nuova decisione, di una ripartenza. La paura c’è, di nuovo. Ma anche la voglia di assaporare il gusto delicato della libertà. Grazie per il consiglio di lettura, a presto
Ciao fabio, volevo dirti grazie per il commento. Quando si affronta un’esperienza nuova e occorre lasciare il vecchio, paura e entusiasmo fanno spesso a pugni. Ma, come dici tu, forte è anche la voglia di assaporare il gusto delicato della libertà. Qualunque sia la decisione che devi prendere, in bocca al lupo!!! A presto. Anna maria
E’ proprio vero e’ proprio il coraggio che manca….ma basta un pizzico di coraggio e buttarsi….vedere posti nuovi,conoscere persone e nuove culture,,,sicuramente molto piu appagante di lavorare 8 lunghe ore al giorno e poi e poi chissa…..chi se ne frega ,la vita va vissuta,e’ un’emozione continua che va coltivata.ciao a tutti
Lasciare tutto, comodità, agi, abitudini che trasmettono sicurezze, e partire. Andare in luoghi che intimoriscono e scoprire che è lì che abita la libertà. La vita va vissuta, come dici tu, Matteo, in tutti i suoi aspetti: nei volti, nel pianto e nel sorriso di gente che non avresti mai sognato di incontrare; nella natura; in un’esperienza che ti pone di fronte a delle scelte. Spesso partire è sinonimo di vivere… che cosa? Un’unica e grande storia che accomuna tutti… quella del mondo. Grazie. Anna Maria
un libro stupendo, qualche anno fa quando l’ho letto mi ha colpito molto.
in effetti l’unica grande difficoltà è trovare la forza e il coraggio di lasciare tutta la nostra precarietà della vita quotidiana e partire.
e’ impossibile non ritrovarsi nelle parole dell’autore e nella filosofia del viaggio.
non mi posso lamentare dei viaggi che ho fatto fin’ora però spero prima o poi di mollare tutto e passare mesi girovagando per il mondo
Grazie, Claudio, per il tuo commento. Ti auguro di realizzare, prima o poi, il tuo desiderio e di trovare ciò che cerchi… perche lasciare tutto e partire significa mettersi alla ricerca di qualcosa, sia essa la libertà, una vita diversa da quella abitudinaria… Anna Maria
partire è sinonimo di vivere, hai detto bene. io credo che il viaggio sia un’esperienza che trascende la realtà di tutti i giorni, ci mette in contatto con una dimensione differente, affascinante. è per questo che ne siamo attratti.
è vero, viaggiare significa vivere. Il viaggio, come la vita, è fatto di inaspettate sorprese. Noi possiamo solo imparare a sorprenderci guardando la realtà con occhi diversi, attraverso lo sguardo dell’altro. Grazie. Anna Maria
Lo sto leggendo in questi giorni… Questo libro è ILLUMINANTE!
Buona lettura, Elena… aspettiamo la tua opinione finale!!! Grazie. Anna Maria