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Tiziano Terzani amava definire la sua vita «un giro di giostra» poiché ogni viaggio rappresentava un cambiamento. E lui riteneva questo un’immensa fortuna.
Un’esistenza caratterizzata da due incontri fondamentali. Da due grandi amori, anzi. La moglie Angela Staude, conosciuta all’età di diciassette anni, e l’Asia, in cui si reca per la prima volta nel 1965 (inviato dall’Olivetti per tenere in Giappone alcuni corsi aziendali).
Terzani fa del suo amore per l’Asia un mestiere. Fa della scrittura la chiave magica per comprendere e spiegare il mondo, per esprimere un’interiorità che non sa stare ferma, che ha un costante bisogno di ricercare.
Gloria Germani, studiosa di filosofie e religioni dell’India e dell’Estremo Oriente, racconta Terzani in un libro edito recentemente da Longanesi, Tiziano Terzani: la rivoluzione dentro di noi.
«Chi era dunque Tiziano Terzani? Era un laico, formatosi all’interno di una cultura marxista-leninista, un corrispondente di guerra, un inviato di grandi quotidiani internazionali? Oppure era un saggio, che aveva fatto suo un modo di sentire e vivere profondamente religioso e spirituale?» si domanda la Germani.
La risposta è che ognuna di queste immagini contiene una piccola verità, ma nessuna di esse, da sola, la esaurisce.
L’indologa compara i testi di Terzani con il pensiero orientale e con la tradizione mistico-filosofica occidentale, saperi spesso considerati in antitesi: «In Terzani non c’era quell’aspirazione, che confusamente in molti hanno, che un altro mondo è possibile, ma le numerose esperienze fatte nel corso della sua vita gli avevano permesso di scoprire le radici che fanno germinare un altro mondo».
Sono viaggi di carta quelli che Gloria Germani ci propone attraverso il suo libro. Viaggi che inducono alla riflessione. Viaggi a volte un po’ scomodi, di quelli che passano per strade mal ridotte, proprio perché affollate. Sono i viaggi nell’interiorità, dove spesso le voci sono troppe. Dove può avvenire l’unica rivoluzione possibile. Quella dentro di noi.

In occasione dell’Expo 2015 che si terrà a Milano, l’idrovia che collegava Locarno al capoluogo lombardo verrà riaperta alla navigazione turistica. Tra ville patrizie, parchi e castelli Viscontei per arrivare fino alla città del leone di San Marco.

La città cantata dal celebre ragazzo della Via Gluck Adriano Celentano. Non solo colate di cemento. Il capoluogo lombardo sa ancora stupire offrendo scorci suggestivi e pittoreschi. Per dissolvere la nebbia che la circonda.

Cambiando l’angolo visuale mutano le sensazioni che una città provoca. In questo viaggio saliamo in verticale, nel cuore antico del capoluogo lombardo. Il tetto della basilica è la terrazza privilegiata.
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Proprio vero. Dentro di noi. Senza dimenticare che Terzani, già sofferente per la malattia, aveva lasciato il suo “rifugio” in Himalaya per girare l’Italia in un pellegrinaggio di pace e testimoniare pubblicamente e di persona, e non solo con il libro “Lettere contro la guerra”, il suo impegno. Considerava la sua testimonianza un dovere morale e voleva soprattutto parlare ai giovani. Era un momento di svolta. Da una parte lui con il suo messaggio di pace. Dall’altra le invettive della Fallaci. Entrambi due grandi giornalisti. Tutti e due fiorentini e formatisi raccontando dal fronte la guerra del Vietnam. Ma poi presero due strade diverse.
Nel 2002 sembrava possibile che dalle ceneri delle Twin Towers, piuttosto che una reazione di chiusura ognuno nel proprio mondo e nella propria cultura, nascesse un confronto fecondo fra civiltà. Non è stato così. Di lui mi è rimasta una bellissima dedica, scritta con il solito pennarello viola. Termina così: « un viaggiatore che continua ad avventurarsi fuori… e dentro».
Anna