« Tutta la violenza di un secolo Camminando nel mondo e nella storia »


23.02.2009

Terra di nessuno

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DETTAGLI DEL LIBRO


Titolo: Terra di nessuno
Autore: Sven Lindqvist
Editore: Ponte delle Grazie
Anno: 2008
Prezzo: € 13,50
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laFeltrinelli.it
Webster.it

L’uomo bianco chiederà mai perdono?

È una domanda che, forte, risuona in ogni pagina del libro di Sven Lindqvist. Quasi voglia strapparla, quella pagina. Quasi voglia andare oltre la parola scritta. Quasi voglia imprimersi non solo nella mente, ma anche nel cuore dell’uomo bianco.

L’autore di Terra di nessuno si trova ad Adelaide (Australia) mentre qui si sta svolgendo la Giornata della Riconciliazione. Durante questa manifestazione cinquantamila dimostranti bianchi protestano contro il governo, che si rifiuta di chiedere perdono per le ingiustizie commesse (e che ancora si commettono) contro gli abitanti originari dell’Australia.

È questo l’inizio di un lungo cammino. Un viaggio di dodicimila chilometri che Sven Lindqvist compie all’altro capo del mondo, in Australia.

Obiettivo dello scrittore è quello di difendere la diversità etnica, ricca in quanto varia. Un tesoro prezioso da custodire affinché non venga disperso.

«Terra nullius. Dal latino terra, suolo, paese, e nullius, di nessuno. Dunque: terra di nessuno, paese che non appartiene a nessuno. O in ogni caso a nessuno che conti. Terra vuota. Terra disabitata. Terra che diverrà presto disabitata dal momento che è popolata da razze inferiori che secondo le leggi di natura sono destinate a estinguersi. Terra nullius. Concetto giuridico che nel corso del 1800 fu utilizzato per giustificare l’occupazione europea di grandi porzioni della superficie del pianeta…» scrive Lindqvist.

Nato a Stoccolma nel 1932, saggista e polemista, l’autore di Terra di nessuno ritiene la letteratura di viaggio una fusione di memoria dei luoghi, ricordi personali e cultura antropologica.

Ma anche denuncia. Come quella che caratterizza il suo libro. Tagliente. Polemico. Riflessivo. Concretamente realistico.

I Britannici molto tempo fa invasero l’Australia. Lo fecero per loro diritto, perché gli Aborigeni, “razza inferiore”, erano condannati all’estinzione. Lo fecero in nome della civiltà.

Ma nella presunzione dei Britannici, quella civiltà si rivelò profondamente incivile.

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