
laFeltrinelli.it
Webster.itL’odore della carta stampata si mescola con le sfumature della sera, mentre il silenzio invita a sfogliare altri mondi. A spogliare i pensieri per vestirli di parole. Pagina dopo pagina, inseguo i passi dell’autore, affiancando il suo incedere curioso. Penso al momento in cui, con l’inchiostro, ha tracciato sentieri paralleli verso destinazioni che cercava di raggiungere.
Viaggi. Quanti ne bastano per inseguire sensazioni. Emozioni sentite e mai vissute. Ci sono luoghi che ci appartengono. Li dipingiamo nei nostri ricordi. Ne contorniamo l’atmosfera, sperando di rivederli. Prima o poi.
Giovanni Mariotti e la sua Parigi. Una passione che non lascia spazio a ripensamenti. Che cresce, alimentata dal fascino esercitato dalla capitale europea sul giornalista versiliese. E la penna non può fare a meno di scrivere. Maurizio Cucchi avrebbe dovuto lasciare Milano per raggiungere Kyoto. Ed invece si ritrova a Marudo, un paesino della provincia di Lodi che gli riserva innumerevoli sorprese.
In fondo il viaggio non è uno solo. Le pagine dei libri possono diventare strade. Pensieri e memorie rappresentano il punto di partenza per ingannare il tempo e per raggiungerlo quando corre. Camminiamo in punta di piedi nell’animo di una persona che incontriamo per la prima volta. Anche questo è viaggio. Vero o immaginario, ci porta altrove. Lontano dal nostro mondo.
Vittorio Orsenigo non ha mai visto il Tibet. Eppure racconta di essersi trovato insieme a Lawrence Osborne nella jeep che, durante le ultime olimpiadi pechinesi, è partita alla ricerca di Shangri-La, la Eldorado del XX secolo. Con loro, l’autista tibetano e due interpreti cinesi, Shiny e Mary. Orsenigo scopre un «Tibet falso e bugiardo, ricostruito ad uso turistico dei cinesi».
Tre scrittori e tre itinerari. Esperienze diverse, ma accomunate dalla grande passione di Mariotti, Cucchi e Orsenigo per l’altrove. Al lettore non resta che lasciarsi trascinare, divenendo parte del gruppo. “Tanti viaggi” per una sola destinazione. Il viaggio stesso.


Viaggio tra le storie dei prodotti della Val Venosta, Val Pusteria e Val d’Isarco, riuniti in piazza Duomo di Bressanone per una nuova edizione del Mercato del Pane e dello Strudel (30 settembre -2 ottobre). E nella vicina Val di Funes (Bz), il tradizionale Speckfest.

Ancora una volta la Valle d’Aosta è stata il cuore della grande adunanza celtica: cinque giorni intensi in cui il popolo di ieri è tornato a vivere nella poesia dei bardi e nella musica dei menestrelli.

La musica rievoca il passato, stringe a sé i vicini, fa sentire uniti: è il suono della cornamusa, caldo, epico, intenso e diffuso, è il violino che lamenta antiche litanie, sono le percussioni che scandiscono il ritmo e il muoversi insieme come in uno solo.