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Webster.itLe pratiche cultuali di una popolazione africana, le loro concezioni sulla vita e sulla morte, sulla magia e sul mistero, le descrizioni minuziose di alcune loro consuetudini oracolari e divinatorie.
Sono i temi che vengono raccontati da Edward E. Evans – Pritchard, antropologo capofila della scuola britannica, in Stregoneria, oracoli e magia tra gli Azande.
Il testo raccoglie le esperienze condotte dallo studioso inglese negli anni Venti, passati a contatto con alcune tribù africane, gli Azande, stanziate attualmente tra il Sudan e il Congo.
Fondamentale per queste popolazioni è la figura dello stregone, in grado di arrecare male agli altri in forza di alcune sue capacità psichiche, che si tramanderebbero per via ereditaria.
Secondo Evans – Pritchard, che alterna i racconti degli anni trascorsi con le tribù locali con acute riflessioni teoriche, la stregoneria si configurerebbe come un vero e proprio concetto – cardine per la società degli Azande: essa spiegherebbe, tra le altre cose, gli avvenimenti sfavorevoli che accadono all’interno delle comunità.
Contro la figura dello stregone, in grado di seccare i raccolti, far tracollare gli affari o addirittura provocare la morte di un individuo, gli Azande rispondono con una vasta serie di pratiche oracolari, tra cui quella più importante di tutti è il benge, l’oracolo del veleno, che serve per capire se un soggetto è vittima di un incantesimo malvagio.
A farne le spese alcuni piccoli polli domestici, a cui viene fatta ingurgitare una velenosa polvere rossa, ricavata da un pianta rampicante della foresta africana, che con l’aggiunta di acqua viene trasformata in pasta.
Dalla reazione di questi animali al veleno, gli Azande ottengono risposta alle domande rivolte all’oracolo.
La pratica del benge ha un’importanza grandissima tra queste popolazioni, tanto che nessuno si avventura in un’iniziativa importante senza aver avuto la risposta dell’oracolo.
Uno stile semplice ed essenziale ci accompagna nel mondo di queste popolazioni, nella vita dei villaggi, nelle ricerche nella savana delle erbe destinate alle medicine o ai veleni oracolari, nell’apprendistato dei giovani per apprendere le arti mediche.
Un viaggio attraverso il continente africano, attraverso usi e costumi che stanno vorticosamente scomparendo nel gorgo della globalizzazione.


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