
laFeltrinelli.it
Webster.itAll’improvviso è buio a mezzogiorno. Descrivere sensazioni parlando di colori. Di luci e di ombre rimescolate sulla tavolozza dagli avvenimenti dell’esistenza. Un uomo perde il lavoro e la donna amata. Smarrisce il senso dei giorni e si mette in cammino per ritrovarlo. Sono le sfumature a prevalere nel libro di William Least Heat-Moon. “Strade blu” s’inseguono e s’incrociano su fogli di terra ancora da arare.
L’autore, un insegnante di lingua inglese discendente da pellerossa, decide, all’età di 38 anni, di lasciare tutto per lasciarsi andare. Parte per gli Stati Uniti, che attraverserà in lungo ed in largo a bordo di un vecchio furgone chiamato Ghost Dancing (la Danza degli Spiriti).
“Il 19 marzo, ultimo giorno d’inverno, ero di nuovo insonne in un letto disfatto, questa volta pieno di dubbi sulla follia di andarmene bellamente fuori dai piedi e sull’avventura che doveva iniziare all’alba, quella cioè di partire per un lungo viaggio circolare (equivalente alla metà della circonferenza terrestre) sulle strade secondarie degli Stati Uniti, vivendo nel vano di un furgoncino. Girare in tondo mi dava una meta – il ritorno – ch’era assente se tagliavo diritto”.
Il risultato di questa benefica “follia”? Tre mesi trascorsi fra Columbia, Missouri, Caroline, Texas meridionale, stato di Washington, Montana, New England. Heat-Moon, nel linguaggio dei pellerossa, significa “Luna del calore” ed equivale al settimo mese dell’anno, un periodo conosciuto anche come “Luna di Sangue” a causa, probabilmente, del colore rossastro che il satellite della Terra assume in piena estate.
Sono proprio le tonalità calde a prevalere nel libro di William Least Heat-Moon. “Strade blu”. Secondarie, ma non per questo meno affascinanti. Si riconoscono nelle vecchie cartine d’America. Su di esse l’uomo può perdersi perché “subito prima dell’alba e subito dopo il tramonto – brevi istanti né giorno né notte – restituiscono al cielo un poco del suo colore”. Diventano aperte, invitanti, enigmatiche. L’autore le ha tracciate su fogli di terra ancora da arare.


Viaggio crepuscolare nella porzione occidentale del Parco Nazionale Joshua Tree, in California, a cento miglia di distanza dalla megalopoli Los Angeles.

Viaggio nel silenzio della sabbia del deserto. Uno scenario surreale che si perde nell’infinito. Dove la vegetazione è quasi inesistente e le rocce hanno anche due miliardi di anni.

Stati Uniti sud-occidentali. Simbolo indiscusso di cinema, ricchezza e sogni. La città degli Angeli, contesa tra l’aria calda del deserto e quella fredda dell’Oceano Pacifico.