Libri
30.04.2009Sguardi su Napoli
Titolo Sguardi su Napoli. Giro della città in 30 taccuini di viaggioAutore Simonetta Capecchi
Editore Liguori Editore
Anno 2008
Prezzo € 22
Chi non ricorda quelle terribili cartoline-souvenir che si aprono a fisarmonica e che solo la diffusione della fotografia digitale ha reso ormai obsolete?
Utilizzando lo stesso principio, ma con un ben diverso risultato, la Moleskine ha prodotto una variante dei suoi famosi quadernetti neri con elastico. Stessa copertina, ma all’interno un’unica striscia di carta lunga oltre due metri e ripiegata a fisarmonica.
Vi si può disegnare in un continuum di pagine e poi esporre il risultato appendendolo a un muro, senza neppure la necessità di doverlo sfogliare per essere visto. Proprio questo formato è stato scelto da Simonetta Capecchi, appassionata di carnet di viaggio, veneziana d’origine ma napoletana d’adozione, per stimolare una riflessione collettiva su Napoli.
Ne sono nate prima le mostre di taccuini da lei curate alla rassegna letteraria Galassia Gutenberg, ora il libro: “Sguardi su Napoli. Giro della città in 30 taccuini di viaggio”, pubblicato da Liguori. Trenta artisti, e fra loro anche Simonetta Capecchi, vi disegnano una mappa collettiva della città, mescolando pensieri, appunti e tecniche, dalla fotografia alla penna, all’acquerello.
Il taccuino, diviso per temi (luoghi, storie, pensieri, strade di bambine e bambini), racconta una città lontana dai luoghi comuni. E’ una Napoli vista da dentro e da fuori, dal centro e dalle periferie in bianco e nero, dalle terrazze e dai vicoli dei Quartieri Spagnoli. Vista con gli occhi degli stranieri e dei suoi abitanti, dei bambini e degli adulti, degli artisti e dei viaggiatori.
Se inevitabilmente la riproduzione su piccolo formato penalizza alcuni carnet, è uno scotto che si paga volentieri in cambio della ricchezza di spunti e di percorsi che questo volume di centoventiquattro pagine è capace di offrire. Non è certo facile selezionare opere altrui e ricomporle.
Ci vuole molta passione e voglia di condividere quest’ultima. Simonetta c’è riuscita, legando insieme visioni eterogenee, parziali e anche ambivalenti, come ambivalente è il sofferto amore che lega i napoletani alla loro città.




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