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22.09.2010

Per una filosofia del viaggio

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DETTAGLI DEL LIBRO


Titolo: Filosofia del viaggio
Autore: Michel Onfray
Editore: Ponte delle Grazie
Anno: 2010
Prezzo: € 12,50
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Michel Onfray, filosofo controverso e autore di più 50 libri, libertario, radicale, ateo e controcorrente, questa volta affronta il tema del viaggio: “filosofia del viaggio e poetica della geografia”, come recitano titolo e sottotitolo. Una prosa scorrevole la sua, ricca di riferimenti colti alla tradizione filosofica e alla letteratura di viaggio, entrambe frequentate dall’autore.

Per lui è il viaggio è un percorso prima di tutto interiore, ma che deve naturalmente anche trasformarsi in reale. Ce lo racconta passaggio dopo passaggio: sognare e desiderare il viaggio, aprire un atlante, scegliere la meta, documentarsi, voltare le spalle alla casa, andare attraverso luoghi e culture, tornare diversi. Infine, ricordare il viaggio in attesa di una nuova partenza.

Un percorso per ritrovarsi: “Sé stessi, questa è la grande questione del viaggio di fatto, ci si mette in cammino spinti soltanto dal desiderio di partire incontro a sé stessi nel disegno, molto ipotetico, di ritrovarsi, se non di trovarsi”.

Perché, soprattutto se soli, in un ambiente nuovo, senza orpelli e appendici, possiamo essere davvero noi stessi o quel che rimane di noi, e, non potendo sfuggire alla nostra compagnia, prendiamo coscienza di ciò che siamo davvero.

In questo percorso di ricerca Onfray contrappone viaggiatore e turista in modo radicale e forse eccessivo. Il primo è descritto come animato da passione per il cambiamento, forsennato desiderio di mobilità, violenta pulsione all’indipendenza e culto della libertà.

Un’immagine in cui forse solo pochi spiriti profondamente nomadi possono riconoscersi. In realtà le variabili e le sfumature fra viaggiatore e turista sono infinite, dentro un viaggio e dentro una stessa persona a seconda del momento, del luogo, dei compagni d’avventura…

Onfray privilegia la ricerca di un pensiero non di carta, ma da vivere, come è scritto in un’altra sua pubblicazione di successo, “La potenza di esistere”. Attraversando le pagine di questo suo nuovo libro, la sensazione è però di un’analisi meditata, ma che forse non è passata attraverso l’esperienza del vissuto sulla propria pelle, dentro le proprie scarpe.

Anche se l’autore parla del viaggio come dilatazione dei cinque sensi, di emozioni, entusiasmi e sorprese, la sua scrittura rimane soprattutto una filosofia del viaggio. Ma probabilmente questa è anche l’intenzione del libro, espressa proprio a partire dal titolo stesso.

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