
laFeltrinelli.it
Webster.it“Ricordo quei giorni, quando tutto sembrava finito e quando tutto forse doveva cominciare”. Una donna. I suoi ricordi. Sfumati dal tempo, che sembra aver cessato di cullarli. Una telefonata, simile ad un soffio di vento improvviso, dirada la nebbia che avvolge quei sogni addormentati.
Gianni Biondillo racconta di due viaggi. Uno intriso di esperienze vissute. L’altro di speranze da vivere. Quattro adolescenti crescono. Una di loro, Francesca, le ritrova nella memoria, pensando agli attimi trascorsi, quando il tempo sembrava fuggire, inseguito dai desideri e dalle illusioni.
Ed è proprio Francesca, protagonista della storia di Biondillo, a bussare alle porte del passato, dopo aver ricevuto la telefonata inaspettata di un’amica.
Le emozioni di un’avventurosa gioventù si affacciano, furtive, nell’animo della donna, che ricorda il viaggio da lei compiuto, sedici anni prima (negli anni Ottanta), insieme a Daniela, Sara e Paola. Le quattro ragazze avevano formato, infatti, una band, «le Viceversa», ed erano partite, a bordo di un furgone, alla ricerca della libertà.
Francesca, la batteria. Daniela, il basso. Sara, le tastiere. Paola, la voce. Il sogno di vincere un concorso musicale per uscire dagli angusti confini della provincia lombarda e per andare incontro ad un mondo inaspettatamente sorprendente. Erano riuscite a girare l’Italia e a conquistare un pubblico fedele. Avevano fatto della musica la colonna sonora della loro vita.
Storie accompagnate dalle canzoni di Battiato, di De André, di Vasco Rossi, di Guccini. Dalla caduta del muro di Berlino. Da un’esperienza “on the road” che nessuna delle quattro donne vorrà cancellare. Perché nell’anima saranno per sempre giovani.
«…un viaggio negli anni ’80: tutto al femminile, con gli occhi di quattro amiche rocker» scrive Corrado Augias su Il Venerdì di Repubblica. Delle volte basta un ricordo. Una canzone. Un incontro. Biglietti di sola andata verso il passato. Viaggi eterni che durano attimi.


Nella capitale tedesca sulle tracce del suo recente passato, rincorrendo un futuro che divora velocemente lo spazio e segna nuove strade tra cultura, arte e nuove architetture.

Il “viaggio” più lungo di un uomo che riuscì, attraverso un tunnel, a uscire dall’inferno della Germania orientale e a conquistare la Libertà. Che il regime comunista negò per decenni al suo popolo.

Sono stati rinvenuti per caso durante lo sgombero di un vecchio appartamento nella capitale tedesca. Furono disegnati nel 1941 da un prigioniero per l’ampliamento del campo di sterminio e portano la firma di Heinrich Himmler.