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Webster.itSorridere è diventato un lusso che solo pochi si concedono. Tutto appare superficialmente scontato, prevedibile, incapace di provocare meraviglia e stupore. Non sono le cose ad aver perso le proprie sorprendenti preziosità. Sono gli occhi accecati degli uomini a non riuscire più a distinguerle.
Manca la curiosità. E il desiderio di scoprire. Di rincorrere il rischio per guardarlo in faccia. Percorrere il mondo a piedi nudi per sentirne il respiro, calmo e affannoso al tempo stesso.
Questa è un’azione che l’uomo ha disimparato a compiere. Ogni partenza è priva di entusiasmo. Ed il ritorno, tristemente silenzioso. Quando si decide di affrontare un viaggio, prima del corpo, a doversi spostare è l’anima.
In Turchia, il viaggiatore viene salutato con l’espressione “Güle Güle”, che significa “Sorridi sorridi”. Chi parte, risponde, invece, con l’augurio “Allhaismarladik”, cioè “Ti affido a Dio”. Ogni peregrinare è uno scambio di esperienze, ma anche di parole.
«Güle güle esprime la cultura di chi è viaggiatore per natura, il nomade, una cultura che si contrappone da sempre a quella dello stanziale. Per il nomade il viaggio è “sorriso”, la condizione naturale della vita». Mario Biondi ferma, con la penna, quel sorriso. Inseguito per quarant’anni. E presente soprattutto in Medio Oriente.
Lo scrittore milanese non ha dubbi: «Arrivato sotto la Torre dell’Orologio decido di colpo che io sono originario di lì. Ecco perché, quando la Terra mi fa perdere l’equilibrio, quasi inevitabilmente rotolo verso Oriente. Qualche mio antenato, nella notte dei secoli, è sicuramente partito da Aleppo per arrivare fino in Lombardia».
Nel libro Güle Güle (Parti con un sorriso), Biondi racconta, ripercorrendoli, i suoi avventurosi itinerari, scanditi da mete innumerevoli. Amate, certo. Ma tutte in maniera differente.
New York. L’Algeria. La Siria. La Giordania. Instanbul, “appoggiata al Bosforo come a un davanzale”. Lo scrittore si affaccia al mondo e lo fa con umile meraviglia. La stessa di chi vede la luce per la prima volta.


Un treno di pochi vagoni è il primo passo per raggiungere le sontuose vette innevate dolomitiche in provincia di Belluno. Una mano fuori dal finestrino per le prime foto, e subito la brezza gelida mi saluta cordiale.

Nasce per volontà di un ligure sulla costa francese, a pochi chilometri dall’ultimo paese d’Italia. E’ piccola, romantica, meta di molti reali e colorata di giallo… limone.

Risparmiati dal tempo e dalle scorribande, sono testimoni del passato, della storia e delle religioni di questo Paese. Edifici di culto la cui architettura si incastra nel paesaggio dell’Anatolia.