
laFeltrinelli.it
Webster.itDue colori, il bianco e nero, ma infinite sfumature. Una città, la più romantica al mondo, Parigi. Aggiungete alcuni fra i fotografi più famosi mai esistiti, ed otterrete “Paris mon amour”, curato da Jean-Claude Gautrand.
Scorrendo le pagine vi immergerete in un sogno bicromatico seducente e intrigante. Volerete sul cielo della capitale francese cogliendo gli scorci più particolari. Farete vostro lo sguardo personale ed intimistico che alcuni di questi fotografi hanno posato sulla città come viandanti innamorati.
La cosmopolita Parigi, la sua arte, la sua cultura. L’ambiente brulica di nuove tensioni creative, da sempre. È qui che la fotografia cresce come prodotto artistico. Ogni freccia all’arco della nuova tecnologia viene scoccata colpendo in modo rivoluzionario la pellicola, creando fotografie che non sono misera riproduzione della realtà, ma forma d’arte.
È così che ritroviamo la storia del secolo scorso narrata da un Doisneau ora romantico, poi spensierato, e infine anche giornalistico. La fotografia umanista è parte fondamentale del libro.
La strada, i giardini, i bistrot, i bambini. Ogni capitolo uno sprazzo di vita. Fra le immagini si affacciano volti espressivi e incisivi. Sono le persone a fare una città, a viverla, costruirla e darle un’anima. E l’anima della Parigi catturata in questi scatti è malinconica, romantica, e al tempo stesso rivoluzionaria.
C’è tutto in questo compendio di luoghi e persone. Le emozioni sono la materia palpabile che scaturisce da ogni foto. La classe e l’eleganza per le quali la città è famosa si riversano sulle fotografie dotate di una perfezione stilistica innegabile.
L’haute couture rivendica un ruolo fondamentale nella vita mondana quanto in quella fotografica. E la fotografia di moda si inserisce in questo volume con l’insistenza di una diva e il fascino dei suoi vestiti. Emblematica di ciò è la foto di Erwin Blumenfeld, che ritrae la fotomodella Lisa Fonssagrives sospesa su una trave della Tour Eiffel.
A Parigi nascono le prime riviste illustrate, e con esse il fotogiornalismo. È davanti alle fotocamere di personaggi quali Cartier-Bresson, Doisneau e Robert Capa che nell’agosto del 1944 divampa e dilaga la collera del popolo parigino soggiogato dalle truppe naziste. Ridando linfa vitale a una stampa giornalistica che con la guerra aveva subito una forte battuta d’arresto.
Un libro da guardare che fa venir voglia di prendere il prossimo volo per Parigi e riempire la valigia solo con la macchina fotografica analogica e rullini a volontà. Se poi si potesse viaggiare nel tempo e andare a sentire il discorso di Rose Zehner alla Citroën nel 1938, la possibilità di entrare a contatto con una città vitale e combattiva renderebbe il viaggio ancor più completo. Un’opera pronta a regalare un sogno romantico a chi davanti a una foto riesce sempre a fantasticare.
Un libro che non si finisce mai di sfogliare.


A spasso per la capitale francese. Nella Ville lumière. Dall’Arc de Triomphe di napoleonica memoria agli Champs Élisée. Nei meravigliosi Giardini de Les Tuileries voluti da Caterina de’ Medici più di cinque secoli fa. Nel cuore del Louvre, il Museo simbolo della città nel mondo.

Viaggio onirico tra le pareti che sanno di magia e di storia di una delle proprietà più suggestive della capitale francese: l’Hôtel des Ambassadeurs de Hollande.

Molti turisti, andando a Parigi, pensano di trovare nel Quartiere Latino, spagnoli, brasiliani e portoricani. Nulla di più sbagliato, questo quartiere centrale della capitale francese prende il nome dal latino inteso come lingua degli antichi Romani. Qui, infatti, ha sede la Sorbona, il più celebre ateneo di Francia nel quale, un tempo, era insegnata la [...]