
laFeltrinelli.it
Webster.itSognare attraverso i libri è ciò che ognuno potrebbe fare, ma che solo alcuni credono possibile. C’è poco tempo per leggere, ma ce n’è troppo per guardare la televisione. I libri costano tanto, ma i ristoranti sono sempre pieni. I bambini conoscono i cartoni animati, ma non sanno quanto è bello addormentarsi ascoltando il racconto di una fiaba.
Paradossi. Sono le contraddizioni con cui siamo ormai abituati a convivere. Non facciamo nemmeno più caso a queste cose. Fino a quando non ci capita tra le mani un libro. Il nostro. Sì, perché ognuno ha un libro che lo rappresenta.
Durante le ultime festività mi è stato regalato un libro di Colin Thubron dal titolo Ombre sulla via della seta. Sfogliandolo mi è venuto in mente Seta di Baricco. Le parole di questo autore accarezzano e il loro tocco leggero sfiora l’anima.
Il libro di Thubron racconta di una partenza. E di un viaggio. Alla ricerca di un fantasma, come confessa l’autore. Sì, perché «seguire la Via della Seta significa seguire un fantasma. Si dipana attraverso il cuore dell’Asia, ma ufficialmente è scomparsa lasciandosi alle spalle il tracciato della propria irrequietezza…».
Parole che rapiscono.
Thubron riflette: «…si parte perché si è ancora giovani e si desidera ardentemente essere pervasi dall’eccitazione, sentire lo scricchiolio degli stivali nella polvere; si va perché si è vecchi e si sente il bisogno di capire qualcosa prima che sia troppo tardi. Si parte per vedere quello che succederà».
Parole vere. Reali.
Poi, improvvisamente, «è tempo di tornare. E non possiamo… A volte il vento di notte cambia le dune, e al mattino non sai più dove sei…»
Spesso non si vuole tornare. Il senso di infinito che si respira lontano dalla quotidianità invita a restare, a smarrirsi nel deserto, dove la sabbia ha lo stesso colore del sole.
Il solo modo per riscoprire la magia del viaggio è smettere di fare i turisti-consumatori e tornare a essere pellegrini. Tiziano Terzani scrive che Colin Thubron è un maestro di questa via.


Intervista a un uomo sempre in viaggio. Marco Cavallini, 48enne con la passione per il vagabondare e per la fotografia, racconta la sua originale esperienza a il reporter.

Cento anni fa nasceva una delle più importanti riviste letterarie d’Italia. Storia di chi voleva cambiare la nazione sul filo della carta stampata. Puro concentrato d’avanguardia.

Indimenticato maestro della carta stampata. Inviato nelle viscere della Storia. Penna sublime ed esempio per le nuove generazioni d’inviati. Quando il mito incontra il reporter.