
laFeltrinelli.it
Webster.itDiciannove dialoghi per diciannove scrittori seguendo le tracce dei libri da loro scritti, degli autori e dei luoghi da loro amati.
“Viaggi e romanzi” è il titolo e il tema del libro. Si parla di città italiane ed europee, di Africa e di oriente, di partenze e di arrivi. E soprattutto si parla di scrittura, perché c’è una segreta corrispondenza, un filo rosso che lega le pagine di carta alla geografia fisica e sentimentale degli scrittori, i luoghi ai libri da loro amati.
Un libro dove però non ci si perde perché Di Paolo tiene saldamente il bandolo della matassa e ci accompagna per mano. Anche noi con lui entriamo in punta di piedi nelle case degli scrittori e ascoltiamo il loro intimo dialogare, più come ospiti che come spettatori.
Non c’è più un intervistatore e un intervistato, i ruoli si mescolano, solo ne emerge una conversazione colta e ricca di spunti, una scrittura densa di rimandi e allusioni in una continua alternanza fra il qui e l’altrove, i luoghi di appartenenza, quelli di adozione e quelli solo sfiorati nei viaggi.
E il lettore si ritrova così quasi per magia a dialogare con Camilleri, Petrignani, Tabucchi, Campo, Affinati, Culicchia, Debenedetti, Capriolo, Marcoaldi, Petri, Fusini, Mazzucco, Riccarelli, Gamberale, Trevi, Maraini, Anedda, Covito, La Capria.
E’ un saggio che si legge come un romanzo, perché è un dialogo serrato in forma di racconto, in cui la parola detta si mescola a quella scritta. L’autore riesce a ricucire frammenti di mondo e di pensieri per accompagnarci in un viaggio da fermi che è un tributo al potere della scrittura, perché, come racconta Melania Mazzucco all’autore, “la scrittura è il viaggio che sta all’inizio e alla fine di ogni spostamento fisico”.
Ogni viaggio è un romanzo. E naturalmente, ogni romanzo è un viaggio.


Frizzante come un bicchiere di champagne dalle mille pérlage (bollicine), bevuto fresco nella flûte. Viaggio nella terra del lusso. Tra clubs, il Casinò, i grand Hotel, il Café de Paris e lo splendido scenario naturalistico.

Nel sud della Francia, tra basse colline sovrastate dalle viti, si incontra una cittadina vestita ancora con abiti medievali e che accoglie i visitatori nel suo suggestivo borgo antico.

Comunità private crescono. Ovunque nel mondo. Comunità dotate d’ogni comfort utile per non dipendere dall’esterno, da quella realtà inquietante che non si vorrebbe mai vedere.