
laFeltrinelli.it
Webster.itGli occhi della guerra è un volume di cento pagine, in cui a descrivere atmosfere, visi, rumori e drammi sono le immagini più che le parole.
I due curatori, Fausto Biloslavo e Gian Micalessin, hanno realizzato quest’opera per celebrare il ventesimo anniversario della morte del loro collega ed amico fraterno Almerigo Grilz, la cui telecamera si è spenta per sempre il 17 maggio 1987 in Mozambico.
Un libro per non dimenticare, che ripropone una scelta delle fotografie che i reporter dell’agenzia Albatross hanno scattato in venticinque anni di lavoro, vissuti su entrambi i fronti di quasi tutte le guerre dimenticate dei nostri tempi.
Diviso per aree di conflitto, come la mostra fotografica che da esso ha tratto ispirazione, il volume presenta immagini durissime “ma la guerra – dicono i curatori – è crudele, e non guardarla negli occhi non basta ad eliminarla”.
“Le orbite rossastre di un bimbo soldato che ha già visto troppo – si legge nell’introduzione – lo sguardo terrorizzato di un prigioniero che attende il plotone di esecuzione, l’ultimo rigagnolo di vita nelle pupille di un ferito. Sono gli occhi della guerra, incrociati in tanti reportage in prima linea.
Ma gli occhi della guerra siamo anche noi, giornalisti, fotografi, cineoperatori. Perché reportage e guerre non sono più un mestiere, ma la nostra vita e la nostra dannata, maledetta passione”.
Passione per il proprio lavoro, passione per la verità, passione per l’incredibile, pericolosa avventura di chi gira il mondo alla ricerca di guerre dimenticate, di immagini, di vicende e di uomini ai quali dare la voce che altrimenti non avrebbero.
Alcune di queste persone, grazie a Gli occhi della guerra, ritroveranno forse almeno un po’ della serenità perduta: i proventi ricavati dalla vendita del libro saranno infatti destinati alla costruzione di un dispensario in Congo, dedicato alla memoria di Almerigo Grilz, che ha perso la vita per raccontare una delle tante guerre che hanno martoriato l’Africa.
“La tirannia delle pagine – dicono Biloslavo e Micalessin – ci ha costretto a scartare tante, troppe foto. Altre di grande valore sono rimaste dimenticate nei cassetti di qualche redazione o sono andate perdute. L’importante è che sfogliando questo libro, le sue pagine vi diano il senso degli occhi della guerra”.


Prosegue la visita nei meandri della residenza meneghina di Visconti e Sforza, immersa nelle atmosfere rinascimentali di Leonardo da Vinci e Ludovico Sforza. Con una sorpresa all’interno della rocca.

Per le vie del capoluogo lombardo e il desiderio di riscoprire uno dei monumenti storici della città: questi gli ingredienti con cui costruire un insolito viaggio a spasso nel tempo.

Un luogo nascosto nel cuore della città meneghina. Una storia di coraggio e ingegno. Quando l’avventura correva sulle onde dell’etere.