
laFeltrinelli.it
Webster.itIl libro di Marjorie Shostak “Nisa, la vita e le parole di una donna !kung” è quasi un’indagine parallela su di sé, sia culturale che individuale.
L’autrice è parte integrante della cultura americana, in cui i valori sono messi in crisi dal femminismo degli anni ’70 e ‘80. Ma riscopre il suo essere attraverso la cultura !kung.
Il proprio progetto di ricerca era improntato sulle donne dei !kung-San, una popolazione africana semi-nomade che vive nel deserto del Kalahari, in Botswana, e che si autodefinisce zhun/twasi, “gente vera”.
Noti ai più come boscimani, i !kung vivevano di caccia e di raccolta di piante e radici selvatiche. Almeno sino alla crisi culturale già in atto nel periodo degli studi di Shostak.
L’autrice si immerge nel loro mondo: apprende la lingua e le abitudini dei !kung. E tenta di riscoprire le loro caratteristiche: una natura pacifica, quasi priva di drammaticità della vita.
Qui, in questa situazione, difende dalle loro abitudini e dai loro preconcetti il suo essere donna e il suo uomo. Si sente estranea, tanto che in lei nasce il desiderio di tornare a casa. Ma tutto questo è uno stimolo prorompente ad essere ciò che è e a volere un rapporto basato sull’io-tu.
Ricevere richieste e mai regali, in un sistema dove lo scambio ha un valore profondo, la fa reagire e capire. Riesce dopo molte difficoltà a farsi accettare poco a poco dalle donne che intervista.
Poi l’incontro con Nisa è la porta che si apre sul mondo che cerca: parole in libertà che raccontano la storia e le tradizioni consuete ma anche e soprattutto il raccontare un’altra vita, diversa dalle altre donne !kung.


Una tradizione che si rinnova da secoli e che affonda le sue radici in riti pagani. La festa dedicata a San Domenico e ai serpenti richiama nel piccolo borgo della provincia de L’Aquila migliaia di persone da ogni angolo di mondo.

Da qualche anno è diventata la zona più trendy della metropoli. L’East End della capitale inglese si conferma il nuovo, fremente epicentro artistico e culturale della City.

Sull’Africa di un miliardo di persone, di duemila etnie e altrettanti linguaggi, c’è ancora molta ignoranza e ancor più luoghi comuni. Come cercare dunque di raccontarla? Dice lo scrittore svedese Henmng Mankell: “Oggi, attraverso le immagini diffuse dai mezzi d’informazione sappiamo come muoiono gli africani ma ignoriamo il modo in cui vivono”. La giovanissima Valentina [...]
ciao nisa ho fatto la tesi di laurea sulla vostra popolazione e devo farti proprio i complimenti,sei molto fortunata ad essere un ikung voi avete moltissime carattteristiche e attitudini positive,siete davvero fantastici mi piacerebbe conoscervi e farvi tante domande,curiose sulla vostra vita. (che io gia conosco un po)
Hai ragione Gioa, Nisa ha tante storie belle e curiose da raccontare e da farci vivere!