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Tiziana Nenezic, laureata in lingue straniere, a 24 anni parte per New York carica di mille sogni e aspettative: ebbene quella che si troverà dinnanzi è un realtà che forse mai si sarebbe aspettata.
Lei la ‘Grande Mela’ la amava, ci andava in vacanza: una cosa però è viverla per qualche mese, un’altra è viverci per quindici anni consecutivi. New York è un luogo pazzo, spericolato, l’avventura è all’ordine del giorno.
Per ‘sopravvivere’ bisogna avere il pelo sullo stomaco: tante persone non reggono e se ne vanno dopo un anno o due, perché non ce la fanno. Ritmi troppo alti, tanti compromessi.
Un capitolo intero è dedicato al bucato: dai noi è così facile, ogni casa è dotata di lavatrice. Lì non è che siano proprio dei maniaci della pulizia: evitare acari e pidocchi diventa un lusso per pochi, stanziati come si è in squallidi scantinati o nel negozietto all’angolo della via.
La vita di tutti i giorni è sempre al limite: i sognatori si attendono splendidi appartamenti in enormi grattacieli con vista sul centro, in realtà i newyorkesi (nativi e non) sono abbarbicati in ‘buchi nel muro’.
A New York si può abitare in un palazzo senza conoscere i condomini, ma non perché si è scontrosi o misantropi ma solo per mancanza di tempo e di occasioni.
Ciononostante della Grande Mela è impossibile non innamorarsi: le ristrettezze quotidiane infatti ti fanno conoscere una parte di te stesso che non avresti mai sospettato, ti metti alla prova quasi i giorni.
E anche il ruolo dell’italiano all’estero è largamente rivalutato: non è più l’emigrante che insegue il sogno di una vita migliore, ora è ascoltato e rispettato. Adesso l’Italia è la casa della moda, del vino, del saper vivere bene.
La Nenezic abbatte con ironia i luoghi comuni che avvolgono Manhattan e la City, svela i segreti dei newyorchesi, vive e sopravvive (forse) una realtà intricata e fenomenale. Ma poi decide di andare a vivere a Miami…

Verso le Grandi Pianure americane, tra i colori dell’autunno e i fiumi ghiacciati, lungo le interstatali dall’asfalto crepato che si spingono fino all’orizzonte.

Poco fuori New York, alla scoperta di un villaggio dove il l’orologio sembra si sia bloccato a metà dell’Ottocento. A passeggio tra case in stile Greek Revival e una fortezza abbandonata.

Viaggio nel quartiere newyorkese, simbolo della cultura afro-americana, fra scene di vita quotidiana e i colori dei tanti writer che abbelliscono le serrande dei negozi.
Anch’io ho vissuto tanti anni a New York e devo dire che non tutto quello che racconta la Nenezic risponde a verità, per esempio è impossibile avere il problema dei panni sporchi in una città come New York, le lavatrici automatiche stanno dappertutto! Anche socializzare non è affatto così difficile, se appena ci si prova. Complimenti alla Nenezic per il suo libro, ma si tratta di un punto di vista, che ovviamente si può anche non condividere.