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Napoli sul mare, luccica a notte fonda, quando tutto è calmo e la città sembra addormentarsi al lume delle stelle. Napoli sul mare luccica quando basta una vecchia canzone a rimettere in ordine le note stonate di uno spartito non compreso.
E luccica quando il profumo delle pizzerie inebria le serate estive, quando i venditori ambulanti cercano la quiete nella tempesta dei turisti, affascinati da tanta giovialità. Napoli ride anche nel pianto. E continua a brillare quando tutto sembra fermarsi. Nel suo cuore custodisce una storia millenaria, che molti sembrano aver dimenticato.
Quando ho letto il libro di Antonella Cilento, Napoli sul mare luccica, mi è sembrato di rivivere una città diversa da quella che, spesso, ci viene mostrata. Chi parla del capoluogo campano è influenzato, molte volte, dai pregiudizi.
«Niente di più difficile che cercare di ricostruire un’immagine di Napoli, che di immagini e immaginario è satura, standoci dentro. La miopia impedisce, ostacola la visione. Si può arrivare a una città dal mare come dal cielo, da terra e, persino, da sotterra ma, una volta dentro, si è prigionieri. Napoli è un prisma e riflette tutte le descrizioni, le può restituire moltiplicate» scrive Antonella Cilento.
Conosco Napoli. La conosco attraverso gli occhi di una bambina che lì è nata e che, a un certo punto della sua infanzia, ha dovuto lasciare quel mare. La riconosco attraverso gli occhi di una bambina che, cresciuta, guarda la sua città da lontano, rivivendola ogni volta in ricordi un po’ sbiaditi.
«Napoli sul mare luccica è un titolo ironico, che si fa beffe dei luoghi comuni e di una città che, certo, non risplende più come nei suoi momenti di massima gloria, negli ultimi decenni del XIX secolo» confessa la scrittrice.
Napoli non è ciò che appare; essa è terra, acqua, fuoco e aria. È il palazzo del Pio Monte della Misericordia, in cui si possono ammirare le “Sette opere di misericordia” del Caravaggio. È l’incantevole Cappella San Severo del Cristo velato.

In Africa, e nei paesi arabi, ogni cosa è colore e ogni colore ha un preciso significato. Non c’è tela migliore per dipingere del corpo umano. Geometrie di decori su mani, piedi e volti.

Siamo in Campania, su uno scoglio in mezzo al mare decantato da Omero, circondato da tre picchi rocciosi noti come Faraglioni. Lontani dalla terraferma, ma vicini al mito e alla natura.

Cosa c’è sotto? cosa si nasconde nei sottosuoli della città del Vesuvio, una delle più belle d’Italia. Viaggio nella Partenope che non si vede, figlia delle ombre e del mistero.