
laFeltrinelli.it
Webster.itIncontrare gli occhi di un viaggiatore e leggere nel suo sguardo i confini del mondo. Percorrere sentieri che conducono all’orizzonte. Raggiungere una meta. Poi ricominciare. Incessantemente.
Insaziabile curiosità? Sete d’infinito? Rolf Potts, dal 1994, sfida la strada e lo fa solamente con uno zaino in spalla. Trasforma le sue esperienze in itinerari di carta. A volte divertenti. A volte misteriosamente incantevoli.
Marco Polo non ci è mai stato è uno scrigno. Potts intreccia a simpatiche rivelazioni immagini silenziose e voci che si inseguono. Affida al mondo un inappagabile desiderio di conoscere. Di ascoltare.
L’autore ripercorre gli anni trascorsi in viaggio, vivendoli, per la seconda volta, attraverso l’audacia della sua penna. Uno sguardo attento coglie la componente avventurosa e timidamente nascosta del mondo.
Potts racconta della sua improvvisata presenza nel set del film The Beach (2000, con Leonardo Di Caprio), in Thailandia. O del corso indiano sui segreti del sesso tantrico, organizzato per i turisti. O di un’insolita esperienza australiana.
«Incontrare, in un ashram di Rishikesh, un maestro di tantra che si chiama Swami, ma poi scopri che è romeno. Conoscere Mr Ibrahim a Beirut che canta Six Bombs, anziché Sex Bombs, non per ironia, ma per proibizionismo religioso. Incrociare rifugiati di Burma che fanno i rapper…». Questi sono i viaggi di Potts. Trame intessute con fili d’inchiostro.
«Gli unici a viaggiare sul serio, oggi, sono i rifugiati o gli esuli» dichiara l’autore. Gli altri sono tutti turisti. Potts ritiene la dicotomia tra viaggiatori e turisti la più insipida della terra.
Ma una differenza c’è tra chi viaggia solo con la testa e chi lo fa anche con il cuore. Tra chi “visita” un luogo e chi, quello stesso luogo, lo vive pur per pochi giorni. Tra chi arriva e torna indietro e chi, invece, indietro non torna più. Il cuore del viaggiatore batte solo se è in perenne cammino.
Ogni pagina di Marco Polo non ci è mai stato è un battito. Un ritmo che la riflessione a volte rallenta. Ma che insegue i passi mai stanchi del suo stesso autore.


Il cuore ferito della capitale libanese. Piazza dei Martiri, solo macerie e labirinti di muri crollati. Scene sospese sul silenzio ossessivo. L’ultima volta nei quartieri distrutti. Muti e vuoti, prima di un restauro ambiguo, senza l’aura poetica del passato. Intreccio di identità. Croce e vanto di Beirut.

Una visita al padiglione dell’Asia Centrale alla 53° Esposizione Internazionale d’Arte de La Biennale di Venezia, si trasforma d’improvviso in un viaggio oltre ogni confine immaginabile.

Il Libano, spinto dal boom bancario, punta sul turismo con il megaprogetto per una piattaforma artificiale nel Mediterraneo. Ma si teme una nuova ondata di tensioni politiche.
Mi piace come viaggia Rolf Potts e come scrive… questo suo nuovo libro sarà il mio compagno di viaggio in Mongolia…
Grazie anna per aver letto la recensione… ti auguro buon viaggio e buona lettura allora!!!