
laFeltrinelli.it
Webster.itIl viaggiatore che raggiunga per la prima volta Londra è spesso colpito da una strana sensazione di deja-vu e rimane stupefatto dalla fusione di romanticismo e concretezza che si trova ad osservare.
Per capire questo fenomeno, ci si può fermare al puro piacere estetico della città, ma ci si può anche addentrare in un’analisi il più possibile concreta di ciò che Londra ha da offrire.
Sociologia, architettura e design sono le basi concrete della storia e dell’economia di una città dove creatività e organizzazione, gioco e lavoro, potere e ribellione si fondono in forme spesso tanto romantiche quanto brutalmente realistiche.
Nella sezione del volume intitolata “il mondo in una città”, in particolare, si nota il piacere che Bertinetti trasmette al lettore nel descrivere i dedali di vie storiche e la continuità tra quartieri che pur nella loro unicità sono straordinari flussi di esperienza.
Sono soprattutto le zone storicamente più povere della città, specie quelle sulla sponda meridionale del Tamigi (Brixton, Southwark. Lambeth, Fulham e Putney) a offrire lo spunto per continue annotazioni sui più importanti edifici della zona. Ad esempio il celebre cinema Ritzy o l’Academy di Brixton diventano simboli di un fasto architettonico che a seconda dei corsi storici è entrato in collisione o si è integrato con la vita dei suoi abitanti.
Una delle peculiarità storiche di Londra, è infatti il continuo cambiamento nell’organizzazione dei quartieri. Zone come Wembley o Whitechapel, nel corso dei decenni, hanno visto continue ondate di arricchimento o impoverimento, simboleggiato appunto dalle diversità architettoniche che si incontrano visitando la città, ma anche dal rapporto fluido tra i suoi abitanti.
Il discorso sociologico insiste particolarmente sull’idea che la grandezza e lo charme di Londra derivino da un senso dell’organizzazione politica e sociale che pur nel rigore protestante non ha trasformato la città in un’enclave.
La produttività e il denaro cioè non sono fini a se stessi, o meglio, la freschezza della città, l’offerta infinita di intrattenimento e innovazione estetica, derivano da una circolazione dinamica del denaro difficile da trovare nel resto del mondo, soprattutto in Europa.
Certo non tutto scorre con facilità. Se Londra è il vero cuore del capitalismo moderno e soprattutto postmoderno, come sostiene Bertinetti, forse più dell’America stessa, tensioni e cicli di crisi violentissimi. Gli anni di Margaret Thatcher si sono alternati a esplosioni di vitalità, uniche nella loro mescolanza, di cinismo e genuinità, dal pop di Mary Quant alla musica brit-pop e neo-etnica di metà anni ’90.
Ciò che tiene insieme il tutto è un gusto per l’esperienza dello spazio, nei negozi come negli stadi e nei parchi, una quotidianità che negli stessi abitanti sembra non avere il sapore della routine, e tanto più per questo motivo affascina i turisti-anche in questi tempi di crisi che devono essere affrontati mai come prima con “idee concrete”.


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