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26.10.2009

Lisbona, Libro di bordo

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DETTAGLI DEL LIBRO

Titolo: Lisbona. Libro di bordo
Autore: José Cardoso Pires
Editore: Feltrinelli Traveller
Anno: 1999
Prezzo: € 10,33
Compralo su:
laFeltrinelli.it
Webster.it

Descrivere un luogo non è semplice. Dipende dalla prospettiva da cui lo si guarda. Dal legame che con esso s’instaura. Uno sguardo attento nota particolari che agli altri sfuggono. Angoli inosservati che risplendono all’ombra di appariscenti tesori.

Una scrittura poeticamente versatile, quella di José Cardoso Pires. Come un fiume in piena, ti strappa dal tuo angolo di mondo per trasportarti in una città dall’essenza fiabesca.

Tra le pagine di Lisbona. Libro di bordo riesci a percepire le voci della gente e il calmo respiro dell’Oceano Atlantico. Basta leggere le prime righe per lasciarsi incantare da un’atmosfera irreale e quasi leggendaria.

Con una penna agile e leggera, lo scrittore accarezza Lisbona regalando ai lettori sprazzi di luce: «Da subito, mi appari posata sul Tago come una città che sta navigando. Non mi stupisco: ogni volta che mi sento in vena di acchiappare il mondo, dall’alto di un belvedere o adagiato su una nuvola, ti vedo come una città-nave, un’imbarcazione con strade e giardini al suo interno, e perfino la brezza che soffia mi sa di sale. Onde di mare aperto sono effigiate sui tuoi selciati, e ancore, e sirene».

José Cardoso Pires racconta la città in cui ha vissuto e lo fa “dandole del tu”, come sottolinea Antonio Tabucchi nell’introduzione.

Lo scrittore parla dei corvi (da cui Pátio do Corvo, Rua dos Corvos, Terreiro do Corvo), storici abitanti di Lisbona, oggi quasi del tutto scomparsi. E parla anche dei gatti, presenze vagabonde nei vicoli silenziosi del centro.

Il ricordo dell’incendio che, nel 1988, devastò la capitale del Portogallo, distruggendo la Pastelaria Ferrari, la tricentenaria Casa Batalha, i Grandi Magazzini Grandella e tanti altri edifici, compare, simile ad un fantasma, in alcune delle pagine più belle del libro.

E mentre il Tago, popolato di tritoni che cavalcano delfini, «corre verso i meridiani del paradiso», José Cardoso Pires ritrae la sua amata terra inseguendo, con la penna, quel fiume che sembra non avere fine.

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