
laFeltrinelli.it
Webster.itFreddy Taberna annotava meticolosamente sul suo quaderno di cartone il numero esatto dei platani del parco di Santiago del Cile, con lo sguardo meravigliato di chi sembra non aver mai visto un albero. Per chi come lui vive nel deserto di Atacama infatti – un altipiano di rocce e sale dall’incredibile paesaggio lunare, dove il verde quasi non esiste – gli alberi sono una delle meraviglie del mondo.
Con la storia di Freddy Taberna e degli altri suoi personaggi, Sepúlveda sembra voler dire che il mondo non è grande perché è esteso, ma perché esistono infiniti modi di guardare al mondo e di vivere la propria vita. Storie di uomini e donne sconosciuti che emergono dall’oblio del tempo per dare voce, per un istante, alle battaglie combattute in nome dei propri ideali.
Così lo scrittore cileno non racconta luoghi, ma persone, perché “la bellezza della città esiste soltanto riflessa negli occhi degli abitanti”. Mosca è trasfigurata attraverso l’amor di patria del tenente Lilija, che dopo aver abbattuto dodici aerei nazisti partì a 22 anni per la sua ultima missione senza fare più ritorno. E le foreste della Patagonia argentina rinascono dal coraggio di quei volti ignoti che hanno lottato per difenderle contro gli orrori del progresso neoliberista e la forza bruta del capitale.
Ascoltando le storie della gente semplice – che poi così semplice non è – intuisci che la loro verità vale più di tutte le verità dell’arte. E nella statua di Alessandro Magno non vedrai più la gloria un eroe vittorioso, ma il lavoro duro del cavatore di Pietrasanta, che allo spuntar del sole si arrampica con la sola forza delle sue mani sulla superficie liscia della montagna fino a scoprire il punto in cui conficcare i suoi pioli di ferro; e la destrezza della giovane marmista che al lavoro sacrifica la sua salute, a maggior gloria dell’artista che firmerà l’opera.
La penna di Sepúlveda ridà vita per un istante a tutte quelle esistenze, ai sogni e alle passioni che giacciono sepolte sotto la sabbia dell’oblio, come le rose rosse di Atacama, che spuntano il 31 marzo di ogni anno quando nel deserto cade l’unica pioggia della stagione, e vivono per poche ore prima di disperdersi di nuovo al vento.
Viaggiando in sua compagnia intuisci che anche se non conosci quell’uomo che fermo sulla riva del fiume, che respira a fondo e sorride riconoscendo i profumi che aleggiano nell’aria, che osserva la luna, le stelle e le nuvole che passano mentre ascolta e riconosce ogni suono che nasce dalla selva, saprai che quell’uomo è, comunque e dovunque, tuo fratello.


Dinnanzi alla potenza della terra dei geyser vicino a San Pedro di Atacama e la bellezza del Lauca National Park. Viaggio dentro l’atmosfera eroico-malinconica di un vecchio treno arrugginito che rievoca destinazioni lontane.

Due città. La Paz del pueblo El Alto, magica e caotica a 3600 metri. Il mercato de las brujas e le donne dai buffi cappelli. La Paz dei borghesi, discreta e confusa.

Una penna squisitamente votata al viaggio, alla scoperta. Muoversi nel mondo sulle ali della fantasia. La missione di un autore immortale.