laFeltrinelli.it
Webster.itLo ricordo ancora come se fosse ieri. Era notte. Una di quelle notti senza vento.
Il cielo palpitava al lume delle stelle. Intorno silenzio. Solo le onde suonavano le note di uno sconosciuto spartito musicale.
Io e il mare.
Sin da piccola desideravo vedere il mare di notte, ma ora che mi ritrovavo di fronte a quella sconfinata distesa, il buio mi faceva paura.
Troppa immensità. Un infinito che non riuscivo a respirare, che potevo percepire solo attraverso il rumore dell’acqua.
Quando ho letto il libro di Dee Caffari, Contro i venti e le correnti (Longanesi 2008), mi è ritornata in mente questa esperienza.
21 novembre 2005. Dee parte da Lizard (Gran Bretagna). Il suo è un viaggio inconsueto. Solitario. Faticoso. Lungo, anzi, lunghissimo. Ben 178 giorni di navigazione a bordo di Aviva, una barca a vela, la vedono sfidare onde di 12 metri, iceberg e tempeste.
Dee Caffari diventa, a trentatrè anni, la prima donna al mondo a circumnavigare il globo contro i venti e le correnti.
Un viaggio che conduce a due risultati.
Questo libro, un diario di bordo ed insieme un’autobiografia, ricca di esperienze e di incontri importanti.
Un cambiamento interiore: «Sono tornata a essere la persona che ero prima di partire, ma nessuno compie un viaggio simile senza cambiare un po’. Sono diventata più decisa. Bisogna affrontare le sfide senza lasciarsi sfuggire le occasioni».
Un esempio di coraggio. Di determinazione. Di grande fermezza e forza d’animo.
Perché quando si ha un sogno nel cassetto, come lo aveva Dee Caffari, occorre affrontare i venti e le correnti per realizzarlo.
L’autrice del libro si è messa alla prova. Ha avuto paura. Ma ha coronato il suo sogno. E lo ha coronato perché ci ha creduto. Nonostante tutti. Nonostante tutto.
«…quando le condizioni atmosferiche erano spaventose, mi chiedevo perché lo stessi facendo. Anche quando sei in mare aperto a combattere contro i flutti, con gli occhi fissi sull’orizzonte, ci sono momenti in cui ti chiedi: “Come diavolo sono finita qui?”».
Risposte non ce ne sono. Rimane solo la vita. L’unica risposta, forse. La vita. Anche quando il mare fa paura.


A bordo di un’imbarcazione super veloce per navigare il Tamigi. E ammirare lungo le sue sponde le bellezze eterne della capitale britannica scivolare via in un battito.

Scoprire la capitale britannica attraverso le sue strade stressate di smog e traffico a bordo delle macchine simbolo degli Anni 60. Un viaggio nel passato dell’Inghilterra per un sogno che continua.

A bordo del G-Vong per attraversare il cielo della capitale britannica e ammirarne dall’alto le sue bellezze architettoniche lungo le sponde del Tamigi. Flusso eterno di meraviglia e stupore.