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È notte inoltrata ed ho tra le mani La polvere di diamante. È sottile. Armoniosamente bella. La luce che emana possiede qualcosa di particolare, di misterioso, di affascinante.
Parla di fiori. Di mare. Di fiumi. Di eclissi. Di donne. Di amore. Di terra. Parla di un tempo lontano, di un uomo che ha tanto viaggiato. E che ha scritto la sua vita con frammenti di poesia.
Rare e preziose, le parole di Ibn Hamdis, poeta arabo vissuto tra l’XI e il XII secolo, rapiscono lo sguardo attento del lettore, trascinandolo in un’atmosfera magica.
Nato a Siracusa nel 1055 e morto a Maiorca nel 1133, Ibn Hamdis ha fatto della sua esistenza un viaggio. Continuo e avventuroso. Unico nella sua varietà. Fu prima a Siviglia, poi in Africa settentrionale, in città marocchine, algerine e tunisine. Infine, cosa non certa, giunse a Maiorca.
Definirei il lungo viaggio di Ibn Hamdis un “vagabondare in versi”. Egli, infatti, racconta le sue esperienze per mezzo della poesia, le cui parole appaiono simili a polvere di diamante.
Alcune descrizioni incantano per la loro rara e naturale bellezza. Gli anemoni somigliano a «giovani cantatrici dalle fluenti chiome pettinate, che sorgono a ballare vestite di tuniche rosse», mentre sugli occhi dei fiori scorrono le lacrime delle nuvole.
E poi, leoni, cammelli, scorpioni. La danzatrice andalusa che con le sue movenze segna il ritmo del canto. Il palazzo di Siviglia, in cui sono state riprodotte le qualità del principe.
Sorge la nostalgia per la propria terra, dal cui sacro confine Ibn Hamdis partì al mattino senza farvi più ritorno. Il poeta ha lasciato la sua patria per attraversare aridi deserti e per incontrare, nel loro selvaggio aspetto, l’onagro e lo struzzo.
La polvere di diamante, quasi una coppa contenente nettare prezioso, si presenta sotto l’aspetto di un raffinato intreccio di parole a cui è difficile resistere. Le poesie che esso raccoglie scorrono, fluide, sotto gli occhi meravigliati del lettore, proiettato in una dimensione onirica, fiabesca, irreale.
Il mondo vissuto da un antico poeta arabo.

Sud della Spagna, meravigliosa terra caliente che accoglie mirabili opere di antiche popolazioni arabe. In Andalusia, a monte di Siviglia, si erge una grandiosa moschea. La Mezquita.

Mirabile cattedrale realizzata sui resti di un’antica moschea spagnola dal cui minareto, divenuto torre campanaria, si ammira la città Andalusa e il palazzo reale Alcázar.

Musica, danza, ritmo, stile di vita. Tutto questo ed altro è il connubio perfetto per una terra che profuma di agrumi, che si veste di bianco e inneggia alla frenesia. Nel sud della Spagna.