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Romanzo e giornalismo. Poesia e cronaca. Emozioni e note. Dopo quattro libri di poesie, (Il magazzino dei mondi, 2000; Ho scelto il blu per colorare l’anima, 2001; Frenetica storia infinita, 2008 e Sfregi, 2009), il giovane scrittore/giornalista veneziano Luca Ferrari esce allo scoperto con la sua prima opera di prosa, La Fabbrica dei Giorni, edita da Granviale Editori.
Il libro, nato dall’omonima rubrica on-line che Luca stesso ha ideato per Granviale.it, è un viaggio di 47 tappe (a cavallo fra l’estate 2008 e l’autunno 2009) narrato nell’isola dove vive e lavora. Il Lido di Venezia. La realtà laguare, insieme ai suoi cittadini, è teatro e protagonista. Ed è così che servizi di routine diventano talvolta conversazioni con le nuvole, suggerendo scorciatioie interiori.
Si comincia sulla spiaggia. Quella baciata dal Mare Adriatico dove, s’intuisce, l’autore ama andare a correre. Di lì a poco arriva il celeberrimo Festival del Cinema ed è ammirevole, per noi comuni mortali che non appariamo mai sulle copertine di Vanity Fair, Vogue o Best Movie, che il primo articolo sull’argomento sia dedicato ai fan.
Luca Ferrari non ha paura di mettere a nudo i propri ricordi. Alcuni poco felici. Ci sono. Ma vanno trovati. Il Lido svela i suoi tanti volti. Le voci del mercato, il parco giochi dei bambini, le mostre locali d’arte, lo spettacolo di danza del ventre sulla sabbia. Va oltre i fatti. Le riflessioni nascono e si sviluppano nelle parole che scorrono come una canzone. Non mancano critiche di fronte a palesi ingiustizie.
C’è spazio per la dimensione sportiva internazionale della prima tappa del Giro d’Italia 2009, e quella più locale dell’inaugurazione della nuova sede del Tiro con l’Arco. C’è la cultura della memoria archeologica (museo di Malamocco) e quella umana, con i ragazzi che regalano abbracci gratuti (Free hugs) e il commovente coro degli studenti del Master nei Diritti Umani, riunitisi insieme alle associazioni locali nel giorno del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Spettacolo e solidarietà. Azione e vita di tutti i giorni. Lo scrittore riesce ancora nella difficile impresa di sapersi meravigliare del posto in cui vive (e dove ha trascorso la maggior parte della sua vita). Per capirlo, forse bisogna tornare all’inizio quando scrive “C’è chi dice che sia inutile fare un’altra passeggiata perché il Lido già lo conosce. C’è chi dice che ogni giorno è una lezione che nessuna esperienza precedente vi ha ancora preparato a vivere”.
Davvero anomala questa penna. Citando la rock band aretina, Negrita, lo scrittore si definisce “uno straniero nella sua città”. Prosegue il suo viaggio. Vuole farlo. C’è una malinconia lottatrice che carezza ogni sua dedica camaleontica. Potrebbe essere la fine di qualcosa. O un nuovo inizio. Comunque sia, ne è convinto l’autore, sarà una magia. Voilà!

Viaggio tra presente e storia, nella festa simbolo della città lagunare. Dalle origini latine a quelle greche dei culti dionisiaci, passando per le feste 700esche narrate da Carlo Goldoni, e incarnate da Giacomo Casanova, fino a Sensation 2010.

Dedali colorati. Un Meridione formato isola che sprigiona tutta la sua naturale cordialità e semplicità di vita. Il sapore delle osterie e della passeggiate al calar del sole aprono il cerchio all’infinito.

Viaggio in una realtà isolana non troppo conosciuta della laguna veneziana. Il tragitto ferryboat. Da un’isola a un ‘altra, dove tutt’attorno è mare, colori e cielo.
Complimenti Luca.
yeah.
Spesso riusciamo ad immaginare i luoghi che non abbiamo mai visto imparando a conoscerli attraverso gli occhi di chi li ha vissuti… con grande stima, Luca…
Bravo Luca, una soddisfazione più che meritata
Le parole sono ricami del cuore se scritte con ingegno, amabilità, teneri e segreti entusiasmi. Bravo Luca e in bocca al lupo per stasera
marta
Tanti giorni per tanti domani.Sempre avanti,ma col sorriso