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30.05.2011

La città delle rose

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DETTAGLI DEL LIBRO


Titolo: La città delle rose
Autore: Delia Sofer
Editore: Edizioni Piemme
Anno: 2008
Prezzo: € 16,50
Compralo su:
laFeltrinelli.it
Webster.it

Isaac Amin è un ricco ebreo iraniano che si occupa di compravendita di gioelli e pietre preziose.

E’ il 1981 in Iran, la rivoluzione islamica di Khomeyni è una realtà: il benessere della famiglia Amin desta invidie, la loro religione rabbia e discriminazione. In un normale giorno di lavoro, Isaac viene arrestato e incarcerato senza alcun motivo.

Per Isaac inizia un calvario fatto di mesi di carcere duro, torture e interrogatori. Il suo unico sollievo è che la famiglia sia libera. Può solo amarli da lontano e augurare che possano vivere felici.

Il racconto di Dalia Sofer è sottile, non scade nella tentazione del racconto incessate della miseria affrontata da Isaac e dagli Amin, ma alterna le esperiene della moglie Farnaz, della figlia Shirin e del figlio Parviz, studente di architettura a New York.

Fuori dal carcer Fernaz tenta in tutti i modi di avere notizie del marito e lotta per proteggere la vita della figlia, la sua, la loro casa e i loro averi, che diventano il simbolo della vita stessa, del mantenimento dell’identità.

Shirin intrapprende una pericolosa missione personale: ruba i dossier delle persone destinate ad essere incarcerate dalla casa di un’amica nella speranza di salvarle.

Parviz si trova ad affrontare il dilemma e l’amarezza di una religione che appartiene sia a lui che
al padre, ma che nessuno dei due pratica.

Ai protagonisti della storia è ben chiara l’ironia della loro sorte: hanno vissuto properamente sotto il governo dello Scià, ma non hanno voluto abbandonare Teheran per mantenere i loro beni.

Delia Sofer è particolarmente brava ad illuminare le vicende dei suoi personaggi, sfumando ricordi ed esperienze in colori, suoni e profumi.

Le simpatie politiche dell’autrice sono evidenti, ma non cede al trasformare il racconto in un manifesto. “La città delle rose” affronta temi delicati, della massima urgenza e gravità, con una semplicità e un’innocenza spesso ingannevoli.

“La città delle rose” è toccante come solo il racconto della sofferenza può essere.

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