« Latitudini V (parole in viaggio) Tangenziali, due viandanti ai bordi della città »


01.09.2011

L’orda

di

stampa stampa

DETTAGLI DEL LIBRO


Titolo: L'orda
Autore: Gian Antonio Stella
Editore: Rizzoli
Anno: 2002
Prezzo: € 9.90
Compralo su:
laFeltrinelli.it
Webster.it

Gli italiani sembrano ricordarsi solo di coloro che sono emigrati e hanno dato lustro all’italianità diventando attori o politici come Robert De Niro oppure Rudolph Giuliani. L’Italia era considerata come un grande museo, come il giardino dell’Europa ma abitato da poveracci, gente misera che lo calpestava. Insomma su di noi pesava l”accusa di “bel paese, brutta gente”.

Invece quasi 27 milioni se ne andarono tra il 1876 e il 1976. L’Italia sembra essersi scordata di tutti coloro che non ce l’hanno fatta, che non sono diventati famosi ma che ugualmente hanno subito politiche xenofobe.

Questo libro è un buon pretesto per sapere oppure ricordare quale trattamento veniva riservato agli italiani all’estero. E non si tratta solo di storie di un secolo fa, basti pensare che negli anni Settanta gli uomini che lavoravano in Svizzera chiudevano i propri figli in casa perchè era illegale portarsi la famiglia.

A fine libro è presente in appendice un elenco di nomi con cui venivano chiamati gli italiani, la maggior parte di essi sono infamanti, carichi di odio razziale come: Mafia-mann, Wop (without passport, senza passaporto, perciò clandestino), Chianti (ubriacone).

Anche i giornali dei paesi ospitanti alimentavano l’odio verso gli italiani, che erano oggetto di una campagna razzista feroce. Per esempio si diceva che gli uomini del Sud Italia avessero un impulso omicida innato.

Ora non si vuol concludere che tutti i nostri concittadini all’estero erano brava gente, che non ci fossero tra loro criminali. Alla base di questo saggio non c’è buonismo da quattro soldi, bensì la ricostruzione di come si emigrava e di come si viveva nel paese ospitante.

Quando gli albanesi eravamo noi, vendevamo i figli alle vetrerie francesi, le figlie finivano nei bordelli dell’Africa orientale, c’era proprio una “tratta delle bianche”. Caporioni italiani organizzavano viaggi clandestini oltralpe, durante i quali morivano moltissime donne e uomini che avevano pagato lautamente questa speranza di emigrare.

Queste storie dovrebbero far riflettere sul nostro rapporto con gli emigranti che approdano sulla nostra penisola. Dovremmo pensare prima di dare giudizi affrettati e abbandonarci ai luoghi comuni e agli stereotipi sui “diversi”.

stampa stampa
ARTICOLI CORRELATI

comment Lascia un commento a "L’orda"

I campi contrassegnati da (*) sono obbligatori.



 





I Commenti più recenti
- Laura (raya) su R come Reporters
- Francesco Colucci su Aliano, l’ex-confino della Basilicata
- alex67 su John o’ Groats, alla fine della Scozia
- roberto su Vorkuta, Inferno Siberia
- Anna Maria su Murgia, sentieri di Puglia e Basilicata
- melissa su Palazzo di Cnosso, mito di Creta

Le ultime dal forum



SCELTI PER VOI

Reportage

Celtica ’09, revival gaelico
di

Celtica ’09, revival gaelico - foto : Celtica '09, cerimonia di chiusura © Cristina Lessona

Ancora una volta la Valle d’Aosta è stata il cuore della grande adunanza celtica: cinque giorni intensi in cui il popolo di ieri è tornato a vivere nella poesia dei bardi e nella musica dei menestrelli.

Storie

Colmar, città natale della Statua della Libertà
di

Colmar, città natale della Statua della Libertà - foto : La statua della Libertà di Colmar in Francia © Monica Genovese

Città francese che annovera, tra le sue bellezze, un suggestivo centro storico medievale dove passeggiare senza meta. E sempre qui è nata la signora newyorchese più famosa del mondo.

Reportage

Celtica ‘07, la voce di un solo popolo
di

Celtica ‘07, la voce di un solo popolo - foto : Celtica: giochi di fuoco © Andrea Lessona

La musica rievoca il passato, stringe a sé i vicini, fa sentire uniti: è il suono della cornamusa, caldo, epico, intenso e diffuso, è il violino che lamenta antiche litanie, sono le percussioni che scandiscono il ritmo e il muoversi insieme come in uno solo.






il reporter raccontare oltre il confine è testata registrata presso il Tribunale di Vercelli n. 4/2010 | © 2007-2012 il reporter