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Webster.itCapita spesso di leggere, tra le righe delle storie altrui, la propria storia, con il suo bagaglio di esperienze, di desideri, di sogni vissuti e infranti. Quando ho acquistato il libro di Valeria Viganò, ciò che mi ha colpito subito è stato il titolo, “Siamo state a Kirkjubæjarklaustur. Viaggio in Islanda”.
Kirkjubæjarklaustur è il nome di un villaggio di poco meno di duecento abitanti, situato nel sud dell’Islanda. Credevo fosse un insieme di lettere messe curiosamente in copertina per attirare l’attenzione del lettore, invece quel toponimo rappresenta la meta dell’avventuroso viaggio raccontato dalla scrittrice milanese, una delle protagoniste.
Due donne. Due vite accomunate da un grande desiderio, andare in Islanda, terra di notti infinite. Terra di giorni che non conoscono orizzonti. Due amiche che, nelle calde sere romane, sognano il freddo respiro di laghi ghiacciati, specchi su cui la Natura lascia la sua delicata impronta.
Sbarcate per la prima volta a Keflavik, Valeria e Ciu si trovano di fronte ad un paesaggio fiabesco. Rabbrividiscono all’idea di aver strappato alla fantasia un’immagine ora divenuta reale. Trattengono il respiro per paura d’interrompere l’incantesimo.
Le loro valigie sono piene di libri, formule magiche che hanno permesso alle due donne di vedere l’Islanda attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta o di chi ha sperato di viverla. Auden, Eliot, il dialogo leopardiano dell’islandese con la Natura ostile, Michel Rio, Virginia Woolf.
Un viaggio che incrocia pochi volti umani. Silenziosi, proprio come la terra che li ospita. A fare da sfondo, i colori degli iceberg. Azzurri, bianchi, grigi, trasparenti. Le loro sfumature cambiano a seconda dell’età. Alcuni raggiungono addirittura i 100.000 anni.
E poi i fiordi. I geyser. I ghiacciai. Le cascate. I laghi. I vulcani. L’aurora. Reykjavik, la capitale. Due amiche sognano a Roma tutto questo. Due amiche rivivono in Islanda l’Islanda immaginata.
È la storia di un viaggio. Ma anche la storia di un’amicizia che quel viaggio ha reso possibile. Ancora una volta.


Viaggio nell’arte del capoluogo toscano. In cima al Duomo di Santa Maria del Fiore. A tu per tu con la cupola del Brunelleschi. Un intimo dialogo con una città che premia i coraggiosi d’animo.

Gli ultimi chilometri a piedi per scoprire l’altra faccia della più piccola delle Aran. Per concludere il viaggio in un mondo a sé che ancora oggi vive sull’arcipelago al largo dell’Irlanda.

Il Portogallo include, tra le sue bellezze naturali, nove inaspettate isole vulcaniche. Tutte piccole, rigogliose, floride come l’eden nell’immaginario collettivo. Qui vivono ancora Adamo ed Eva.