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Webster.itMiseria. Misticismo. Caste. Sviluppo. Qual’è l’India? A svelare un diverso e complesso volto della nazione indiana, è Stefano Beggiora antropologo culturale e indologo, che ha da poco ultimato la pubblicazione del suo nuovo libro: India e Nordest: il mercato del terzo Millennio (collana Indoasiatica numero 7).
Il volume, della collana della VAIS (Venetian Academy of Indian Studies – Accademia Veneta di Studi Indiani), il cui direttore è Giovanni Torcinovich, ha avuto il patrocinio dell’Indo Italian Chamber of Commerce and Industry.
“L’India è un paese in pieno boom economico, ricco di risorse territoriali e umane” spiega l’autore, “un paese che ha fatto passi da gigante in poco tempo, in parte pagando la rapidità del suo stesso sviluppo. Spesso si parla di contrasto fra tradizione e modernità, eppure in India, terra dalla cultura antica e sconfinata, queste due entità possono coesistere.”
Ma non c’è solo l’aspetto religioso. In un mondo con sempre meno (apparenti) confini, è impossibile comprendere il motore economico indiano senza soffermarsi sui vicini di casa, a cominciare dall’eterno nemico Pakistan, il cui conflitto resta una piaga aperta. Da non sottovalutare la Cina, partner economico e concorrente asiatico numero uno, ma anche rivendicatore di vecchie questioni territoriali mai risolte. Il tutto alla luce del nuovo allineamento indiano con gli USA anche in materia di tecnologia e energia nucleare.
Nel suo viaggio fra la capitale Delhi, le città di Mumbai e Pune, e la martoriata regione dell’Orissa, Stefano mostra scenari interni (e instabili) che si susseguono fin dai tempi dell’Indipendenza, e che non si è mai riusciti a sanare, indice questi di instabilità (vedi persistenti tensioni di natura etnica o religiosa e i recenti fatti dell’Orissa).
Non manca l’accento posto su realtà flagellate da grandi attriti tra le fasce sociali più basse e disagiate della popolazione indiana. “In questo scenario”, commenta l’autore, “le misure preventive costituzionali non sono riuscite a far altro che inasprire questo divario”.
Nel corso del volume, la ricerca, attraverso l’antropologia sociale si sposta sui rapporti delle imprese del Veneto attive in India da cui trae analisi, seppur considerandolo un work in progress, sul prossimo futuro della gigantesca nazione asiatica.
“Proprio perché ha subito sulla propria pelle il colonialismo e contrasti etnici” il commento finale dell’autore, “Se riuscirà a superare i propri conflitti, potrebbe diventare la guida ideologica e culturale per gli equilibri asiatici e globali. La molteplicità sociale etnica culturale è un elemento che è una ricchezza infinita, e allo stesso tempo un’arma a doppio taglio”.


Viaggio tra le strade di New Delhi a rincorrersi a suon di gulal e gavettoni di polveri rosse per festeggiare l’Holi Festival. Nel Tempio di Akshardham. In treno fino a Mumbay. Nello sfolgorìo dei suoi set cinematografici.

Lungo il fiume Yamuna (il più grande affluente del Gange) e all’estremità orientale di Shahjahanabad, settima città musulmana nell’area di Delhi, dimora il palazzo Lal Qila del Gran Mogol, Shah Jahan.

Si dice spesso che l’India, in realtà, è un continente. Non solo per la sua vasta superficie, ma soprattutto per l’ampia gamma di emozioni, alle volte tra loro contrapposte, che regala a chi la sa apprezzare.