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20.05.2009

In viaggio con l’asino

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DETTAGLI DEL LIBRO


Titolo: In viaggio con l’asino
Autore: Andrea Bocconi e Claudio Visentin
Editore: Guanda
Anno: 2009
Prezzo: € 13
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“L’asino ha uno strano aspetto. Dio deve averlo creato in un momento di distrazione (o di buonumore)” scrive Claudio Visentin, coautore con Andrea Bocconi del piacevolissimo libro fresco di stampa “In viaggio con l’asino”.

E in effetti già la copertina con il disegno di un simpatico asino dall’aria interrogativa e con tanto di cartello “slow travel”, invita alla lettura. Scorro il risvolto di copertina: “Uno scrittore di viaggi e un professore universitario conducono i loro figli e due asini lungo gli antichi sentieri d’Abruzzo, da Tagliacozzo a Celano.

In macchina, sull’autostrada che corre accanto, ci vorrà mezz’ora a dir tanto. Arriveranno invece a destinazione dopo una settimana a bassa, bassissima velocità, con soste, deviazioni, incontri imprevisti tra montagne, boschi, paesi, chiese e rovine”.

L’accoppiata asini – comunemente considerati il simbolo dell’ignoranza – e intellettuali mi sembra interessante, chissà chi insegna a chi e chissà cos’avranno da dirsi… Parecchio scoprirò. L’asino è paziente, cauto, metodico e, in barba ai luoghi comuni, anche intelligente e indipendente.

Visentin fa addirittura un elenco di ciò che ha imparato in questo loro viaggio con l’asino: dal lavorare senza strafare e con pause frequenti, all’obbedienza mai cieca ma solo agli ordini sensati, al coraggio non disgiunto dalla prudenza… Ma soprattutto, scrivono gli autori, si impara a rallentare. Avete mai visto un asino al galoppo? Se pungolato, al massimo trotta e solo per poco.

Questo breve viaggio sarà per i due bambini una vera avventura, per i padri un mettersi in gioco in modo nuovo con i propri figli e per tutti una scuola di vita. Cittadine e paesi sono a pochi chilometri, ma le distanze tornano a essere misurate in passi. Come si torna a dipendere dall’aiuto e dalla gentilezza altrui.

Lungo il cammino il passaggio degli asinelli suscita generale stupore, curiosità nei bambini e nostalgia negli anziani. Inevitabile qualche episodio di insofferenza e irritazione, perché i simpatici quadrupedi intralciano il traffico se camminano e offendono il decoro urbano se sono “parcheggiati” in piazza. Sempre comunque diventano una chiave per inserirsi in modo spontaneo e senza forzature nella comunità locale.

Per essere promossi “asinai dilettanti” e poter intraprendere in autonomia la piccola spedizione è sufficiente un breve corso di iniziazione alla guida dei testardi quadrupedi e una dettagliata “road map”, entrambi forniti da quelle associazioni di turismo alternativo che cercano di preservare le vecchie mulattiere e riscattare dall’oblio gli asinelli.

Non servono mete esotiche per ritrovare il gusto dell’avventura, bastano gli antichi sentieri del nostro Appennino e la voglia di riscoprire un’Italia “minore” e poco conosciuta. Con magari nello zaino, o meglio sul basto, “Viaggio nelle Cévennes in compagnia di un asino” di Stevenson, un libro di cui ricorre proprio quest’anno il 130simo anniversario dalla pubblicazione.

Un libro che fa ben sperare, visto che è riuscito a trasformare la regione delle Cévennes in Francia nel centro mondiale per gli appassionati di viaggio con gli asini!

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