
laFeltrinelli.it
Webster.itIl viaggio è un gioco di parole non espresse, ma vissute. È concreta immaginazione e sconfinata libertà. Per rivivere il proprio cammino occorre raccontarlo, dandogli la forma fluida o spigolosa delle lettere. Fabrizia Ramondino ha trasformato le sue esperienze nel romanzo di una vita. Intensa. Fatta di letture, di viaggi, di impegno appassionato. Di molteplici interessi. Teatro. Cinema. Letteratura. Politica.
Il suo modo semplice di raccontare il mondo colpisce subito il lettore, affascinato dallo sguardo curioso e attento della scrittrice: «Mi piace nelle città straniere frugare con lo sguardo nei negozi e sulle bancarelle di souvenir. E da sola, perché chi eventualmente mi accompagna, non intendendo acquistare nulla di tutto quel kitsch, considera una perdita di tempo, addirittura una questione di bon ton, il solo guardare».
In viaggio raccoglie tredici diverse esperienze “on the road” di Fabrizia Ramondino. Racconti arricchiti di riflessioni e di domande, di dettagliate descrizioni. Storie imbevute di emozioni, poiché la parola “ricordo” si rivela triste e funerea quando «non è accompagnata dall’emozione del viaggio all’indietro che presuppone».
La Ramondino accosta i suoi itinerari a quelli di altri autori, quali Montale e Least Heat-Moon. Prosa e poesia si mescolano alla vita reale, immobile nelle parole che la fissano sulla pagina bianca, ma ricca nei voli che ogni giorno propone.
Il lettore, sfogliando il libro di Fabrizia Ramondino, si ritrova improvvisamente in Argentina. O in Cile. O in India. In Australia. In Canada. In Europa. Ogni racconto è un biglietto per una destinazione a sorpresa. Un unico prezzo. Avere il coraggio di guardare in se stessi. E ammettere la difficoltà di farlo. Non perché ci siamo persi. Ma perché non ci riconosciamo.
Ogni viaggio rappresenta una grande opportunità. Di conoscere. Di conoscersi. Di riconoscersi. Un po’ cresciuti. Ma sempre uguali. Questo è uno dei messaggi che la Ramondino ha lasciato nel suo libro. Forse il più importante.


Prima un’incredibile tormenta, poi l’indomani il sole e uno scenario tanto anomalo quanto artisticamente candido. Il 17-18 dicembre scorsi, il Lido di Venezia si tinse interamente di bianco, laguna e spiaggia del Mare Adriatico inclusi.

Nella laguna veneta, poco lontano dalla colorata Burano, giace l’isola di Torcello, abitata ormai da pochissime persone, ma ricercatissima per le sue bellezze naturali e architettoniche.

La quiete della spiaggia all’estremità meridionale del Lido. Il vento carezza gli scogli attorno al faro. Dalla laguna poi, ecco un nuovo colosso d’acciaio che attraversa le acque della Serenissima, lasciando all’ecosistema insulare il ruolo d’impotente e falcidiato spettatore.