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Webster.itMatteo Miceli è stato “velista dell’anno 2007” e non per caso. Qualcuno può pensare che attraversare l’Oceano su un catamarano di 6 metri sia da un’impresa da pazzi, ma un pazzo forse non arriverebbe dall’altra parte.
Matteo l’ha fatto per due volte, prima con l’amico Andrea Gancia e poi in solitaria.
Per due volte ha vissuto nell’Atlantico a bordo della fedele Biondina Nera e in entrambi i casi ha battuto un record mondiale.
Questo velista l’avventura ce l’ha nel sangue, per lui tutto si può fare, è una questione di preparazione. Matteo è prima di tutto un costruttore di barche, socio dei Cantieri Navali d’Este di Fiumicino: ha l’invidiabile e meticolosa preparazione del velista e una barca curata in tutti i dettagli.
Dai primi passi con il windsurf, alle regate in Hobie cat e in altura con i migliori “team” italiani, fino all’esperienza da atleta-imprenditore nel cantiere di cui nel frattempo è diventato proprietario, per costruire un Class 40, la barca più innovativa del momento.
Questo il racconto di un appassionante di un ragazzo che, lottando a mani nude, si è guadagnato il rispetto degli oceani.
“Sento la barca partire a razzo, molto più veloce del solito. Il fischio degli scafi è acutissimo. Poi cessa di colpo. Istintivamente guardo giù, al di là della traversa, e vedo i timoni in fondo a poppa: sono tutte e due completamente fuori dall’acqua. Stiamo volando…”.
“L’oceano a mani nude”, scritto con Jean Luc Giorda è la narrazione di un uomo che ama il mare e l’impresa. Che arriva alla fine di un’avventura e non ha né la voglia né il tempo di riposare: ne vuole subito un’altra.
La sfida prossima sua era quella di costruire una barca all’avanguardia e naturalmente ci è riuscito: ecco un Class 40, una imbarcazione da 12 metri ecologica e che si muove a energia alternativa e nel rispetto dell’ambiente, per realizzare il giro del mondo da Roma a Roma.
”L’oceano a mani nude”, Matteo Miceli e Jean Luc Giorda (Nutrimenti, 2008)


Viaggio nel cuore montano del Trentino-Alto Adige, alle pendici di Cima Dieci. Un’affascinante salita in cabinovia e poi lo sbarco a quasi duemila metri. Tra montagne innevate e un branco di teneri “quadrupedi”.

Viaggio in terra sicula. Terra prediletta dal sole, che unisce la solennità delle montagne alla dolcezza del mare. Palcoscenico di grandi dominazioni, bella e austera.

Mercatini e leggende. Sapori e tradizioni. Lassù, nel nord Italia, a pochi chilometri dall’Austria. L’area montana dell’Alto Adige è in diretto contatto con le emozioni più sincere.