
laFeltrinelli.it
Webster.itUn messaggio di pace lungo venti mila chilometri: è quello che l’autore del libro ha portato da Milano a Kabul in sella alla sua BMW F650 GS.
Un diario di viaggio sulla stessa moto usata per tante avventure, con poco bagaglio, ma tanta voglia di vivere l’avventura e raccontarla.
Questo è Marco Deambrogio, che dopo il giro del mondo nel 2001 su due ruote, ci ha riprovato e ora racconta la sua storia, il suo viaggio in una terra devastata dalla guerra.
L’autore racconta come ha raggiunto la capitale afgana, sfidando tempeste di sabbia e deserti senza fine disseminati di campi minati e catene montuose che superano i 5000 m, per portare una donazione a Emergency e un messaggio di pace a un popolo in difficoltà.
La prefazione del libro è di Emergency, l’autore e la casa editrice hanno deciso di destinare una parte dei proventi del nuovo libro a questa organizzazione umanitaria.
Deambrogio nel 2002 ha raggiunto l’ospedale di Gino Strada a Kabul per sensibilizzare l’opinione pubblica sui gravi problemi che affliggono l’Afghanistan. E cosi è tornato in sella per una nuova impresa, affascinante e rischiosa.
Un viaggio da Milano a Kabul, sulla sua moto con cui aveva attraversato le Americhe e l’Asia e con la stessa voglia di raccontare il suo contagioso entusiasmo di viaggiatore. Senza fretta, senza pregiudizi, senza tappe forzate, senza visti di ingresso.
E allora via, dall’Italia ai tesori di Samarcanda passando per la vecchia Russia, tra incontri bizzarri e avventure da brivido, colazioni all’alba nel deserto, attacchi di locuste e profumati bazar, tunnel senza luce che attraversano le montagne, bicchieri di vodka e volti dai profili sconosciuti.
Fino ad arrivare a destinazione in Afghanistan terra cosparsa di mine, di macerie e di lacrime di bambini feriti che Gino Strada raccoglie e assiste.
Un viaggio vissuto con la sincera passione e la fame di libertà.


Nella regione indiana conosciuta nel mondo per le sue piantagioni di te, dove lavorano molte persone durante i tre raccolti annuali. E meta di turisti e viaggiatori per la sua importanza storico-culturale.

Sfregiati dall’odio cieco dei talebani nel 2001, le imponenti statue afgane dovrebbero tornare al loro antico splendore grazie agli sforzi della Comunità internazionale. Che prima deve però pensare alla ricostruzione del paese asiatico.

La Corte per la famiglia di Teheran ha decretato che lasciare la propria moglie costi al marito il risarcimento di migliaia di volumi di poesia. Come da accordo prematrimoniale.