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23.12.2008

In Amazzonia

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DETTAGLI DEL LIBRO


Titolo: In Amazzonia
Autore: Azzurra Carpo
Editore: Feltrinelli Traveller
Anno: 2006
Prezzo: € 15,00
Compralo su:
laFeltrinelli.it
Webster.it

Perdersi nelle meraviglie della natura è qualcosa che l’uomo non sa più fare. Egli ha barattato lo stupore con il disincanto, dimenticando il sapore dell’ingenuità.

Non è più capace di trasformare la pioggia in stelle ed il vento in musica. I suoi occhi vedono solo palazzi opachi, tristi. Le sue orecchie ascoltano solo rumori. O silenzio.

Eppure l’immaginazione è un treno sempre in corsa. Conduce ovunque ed in cambio chiede solo colore. Spontaneità. Fiducia. Pazienza.

Pensare all’Amazzonia significa smarrirsi nel verde delle sue immense foreste e nel suono dei suoi respiri. Un mosaico di voci indistinguibili, di animali, di piante, di pioggia.

Azzurra Carpo nel 1997 sente, per la prima volta, parlare della carretera interoceanica, una strada che «parte dalle coste dell’Oceano Atlantico, attraversa tutto il Brasile e solca l’ultima foresta primaria dell’Amazzonia peruviana, per poi innestarsi sulle grandi arterie andine e raggiungere l’Oceano Pacifico e i mercati dell’Oriente».

Cinque anni dopo, innamorata del suo sogno, Azzurra decide di intraprendere un viaggio lungo la carretera alla scoperta di popoli e di bellezze naturali.

Racconta, poi, la sua esperienza in un libro, In Amazzonia, definito da Maurizio Chierici, nella prefazione, un «saggio con tentazioni di racconto».

Reportage che vince, nel 2003, il Premio Italo Calvino intitolato a Paola Biocca, il libro della Carpo descrive anche le consuetudini di uno dei popoli più affascinanti da lei incontrati, quello dei masko-piro, misteriosi nomadi della foresta amazzonica.

«Si dice che i masko-piro passino di notte da un lato all’altro della frontiera Brasile-Perù. Li hanno intravisti da lontano, ombre sfuggenti nell’intrico della giungla. Si spostano, agilissimi e invisibili, anche dove non c’è traccia di sentiero, marciano instancabili per giorni e giorni inseguendo, forse, la paura».

Paura di chi? Di che cosa? Di noi, moderni colonizzatori, ladri della semplicità della loro vita. Semplicità che spesso viene definita, superficialmente, inciviltà.

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