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Webster.it«La scrittura nasce dallo sguardo. È con gli occhi che si scrive ed è la vista che va sviluppata per svelare con le parole realtà celate». Ci sono pensieri che rapiscono per la loro intensità. La penna di Francesca Bellino trascina il lettore in un vortice di emozioni e di entusiasmi che sanno di vita. Smarrirsi su strade sconosciute significa incontrare speranze e sogni che non possono essere ignorati. Significa liberare quel desiderio di camminare senza mai stancarsi per raccontare all’uomo dell’uomo.
Ho conosciuto la giornalista e reporter di viaggio Francesca Bellino leggendo i suoi appunti biografici. Parole da cui traspare una grande passione per la professione che svolge. Perché, è vero, per amare questo mestiere «bisogna accettare di perdersi fra le strade di città sconosciute e nella psiche di personaggi senza nome». Un incoraggiamento a chi sta per intraprendere lo stesso itinerario e a chi è già a metà strada.
Bellino intitola il suo primo romanzo “Il prefisso di Dio. Storie e labirinti ad Once, Buenos Aires”. Si tratta di un viaggio di ricerca. L’autrice insegue il numero undici nel quartiere ebraico di Buenos Aires, Once per l’appunto, parola che in spagnolo significa “Undici”. È qui che rincorre l’Undicesimo Comandamento incrociando tradizioni, mistica e credenze popolari. Un Comandamento universale, uguale per tutti le religioni e valido per l’odierna società.
A tu per tu con il mistero dell’Altro, Francesca Bellino racconta luoghi e storie. Lo fa con un’attenzione e una curiosità tipiche di chi cerca di comprendere realtà differenti, ma non per questo meno ricche ed arricchenti. La prefazione è stata scritta dal maestro argentino Luis Bacalov, Premio Oscar per la musica del film “Il postino”.
«Viaggio per conoscere la mia geografia», sottolinea la giornalista. E per scrivere storie «seguendo coincidenze e suggestioni». In ogni viaggio «l’imprevisto è la sola speranza». L’importante «è perdersi».


In mezzo al nulla, adagiato su una collina, tra capre e olivi, sorge uno dei monasteri più antichi del Paese, luogo di pellegrinaggio, ma anche una comunità che accoglie viaggiatori zaino in spalla.

In Argentina nell’appendice magica che orientò rotte e i sogni di Antoine de Saint-Exupéry. Ancora oggi vivida ispirazione nel cuore e nei sonni di chi l’attraversa.

Viaggio ai confini del mondo. Un paesaggio incontaminato e all’apparenza invivibile, porta l’uomo alla riscoperta di se stesso e del suo rapporto più intimo con l’ambiente.
Ciao Anna, come sempre le tue recensioni sono molto belle ed emozionali. Non ho letto i libro di Francesca,
anche se più volte leggendo le recensioni mi sono detta che l’avrei acquistato e questa volta lo farò! Però una curiosità, dimmi, quale è per lei l’11esimo comandamento? La ricerca dell’altro e la condivisione sembra di intuire…
Ciao Anna, grazie per le tue belle parole. In realtà quello che Francesca Bellino propone è un itinerario di ricerca di questo Undicesimo comandamente, un comandamento universale, dunque condiviso e condivisibile da tutti. Mi piace davvero tanto la sua penna, è uno scrivere fluido, proprio come la lettura del suo libro. A presto. Anna Maria