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16.01.2008

Il mistero delle cart ruts, una nuova interpretazione

di Franco Celsi

DETTAGLI DEL LIBRO


Titolo: Halade mystai-Iniziandi al mare! Cart ruts, una nuova interpretazione
Autore: Massimo Frera
Editore: Saecula
Anno: 2008
Prezzo: € 20,00
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L’archeologia ufficiale li ha classificati come cart ruts, “stade per carri”. Rotaie. Oppure tracce di un antico trasporto di materiali da costruzione. Ma questi profondi solchi nel terreno, scalpellinati nella roccia, in un enigmatico reticolo solo all’apparenza casuale e confuso possono essere davvero solamente questo?

Esce nelle librerie in questi giorni il volume, dal titolo Halade mystai. Iniziandi al mare!, del giovane antropologo Massimo Frera, che prova a dare una risposta a questa domanda.

A dire la verità, il maggior pregio di questo breve saggio (140 pagine ricche di fotografie) sta nel fatto di sollevare ben più di una domanda, di offrire al lettore degli spunti per interrogare queste evidenze archeologiche forse archiviate troppo in fretta nel casellario delle certezze inoppugnabili e senza dubbio ampiamente sottovalutate nel loro valore storico e antropologico.

La presenza di questi solchi è pressochè identica in almeno tre siti dell’area del Mediterraneo, che l’autore ci conduce ad esplorare: la necropoli di Su Crucifussu Mannu, in Sardegna; la zona di Sovana, nella Maremma toscana; Clapham Juntion, nei pressi di Mnajra, a Malta.

Cos’hanno, in comune, questi tre luoghi? E che relazione c’è tra di essi e altre più note espressioni delle culture antiche quali le vie cave etrusche, le domus de janas sarde e i magnifici templi maltesi?

Il punto di partenza dell’analisi di Frera è una constatazione se vogliamo banale, che anche i meno esperti tra noi sarebbero in grado di fare: l’osservazione di una modificazione del paesaggio tanto similare, in zone abitate da culture apparentemente diverse.

Ma la questione è proprio questa: lo erano davvero, così diverse, queste culture? O dobbiamo forse pensare che un intervento identico sul territorio possa far presupporre un medesimo modello comportamentale o quanto meno un sostrato culturale (religioso forse) comune?

Il libro ripercorre migliaia di anni di storia, attraverso l’intera area del Mediterraneo, sulle orme dei Tirreno-Lidi e alle radici della loro cultura, strettamente connessa all’acqua e ai suoi culti. Forse è proprio questo popolo che dobbiamo interrogare, per trovare un senso, per posare uno sguardo più onesto su questi solchi, per restituire una dignità culturale alle cart ruts.

Da segnalare, all’interno del volume, anche un’interessante introduzione dedicata al Paradigma scientifico dominante. Illuminante, dalle basi bibliografiche solide e condotta con intelligente e costruttivo contraddittorio.

Il volume è il primo pubblicato dalle neonate Edizioni Saecula, nuova branca di un ambizioso progetto iniziato nel 2001. Il Progetto Saecula, questo il suo nome, è nato con lo scopo di creare un punto di riferimento e di scambio di conoscenze nel settore della storia e delle culture antiche.

Un luogo per studiosi e per semplici appassionati dove, attraverso varie attività, sia nel web che sul territorio (libera fruizione di materiali di studio, segnalazione di eventi, laboratori didattici e incontri culturali) , si possa condividere e dare spazio alle differenti voci (qualche volta soverchiate dal troppo rumoroso brusio dell’Accademia) della Storia.

Halade mystai. Iniziandi al mare! Cart ruts – una nuova interpretazione. Massimo Frera.

Edizioni Saecula, 2001, 140 pagg, brossura, ill. 20 euro. Prefazione di Galileo Ferraresi.

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