laFeltrinelli.it
Webster.itNel 1970, Charles Duchaussois, libero dall’incubo della droga, dopo un lunghissimo periplo che l’ha portato dal Libano al Kuwait, dal Pakistan al Nepal, ritorna dai suoi genitori a Clamart per trascorrere un periodo di riposo.
Nell’arco di un mese inizia a raccontare ad un registratore la sua “discesa agli inferi” e ritorno.
Il risultato, costituito da 18 nastri registrati per un totale di 27 ore di registrazione, finisce sul tavolo di un editore.
Flash, Katmandu, il grande viaggio è la testimonianza di un’esperienza autentica di spostamento e di vita.
Diventato orbo per una scheggia nell’occhio a causa di un bombardamento tedesco a Busigny, Duchaussois cresce complessato per la sua diversità che non gli permette di integrarsi nella frizzante società francese post-bellica.
La decisione della partenza per l’avventura in Oriente è inevitabile. Un viaggio lungo e autentico sulla scia di un sogno che ha affascinato un’intera generazione di giovani.
Il racconto si evolve in un crescendo che va dalle prime esperienze in Medio Oriente, a cui parallelamente si affiancano le prime esperienze dell’hashish, all’arrivo alle pendici dell’Himalaya dove, ormai, è diventato un drogato che ha davanti la sola prospettiva della morte.
Scritto in modo crudo e autentico, tanto da far apparire certi episodi della vita di Duchaussois veri e propri reportage: su tutti basti pensare alla descrizione puntigliosa sull’amputazione della gamba del bimbo di Bangalore o le osservazioni da vero viaggiatore fatte nell’immensità del Pakistan.
L’autore, tornato in Francia, passa una vita dissoluta, tenta di aprire centri per il recupero dei tossicodipendenti, uccide il fratello della seconda moglie, finisce in galera, esce, muore debole e allucinato nel 1990.
Intanto, il suo libro scritto più di 35 anni fa, continua a vendere e ad essere letto. 6 milioni di copie per un viaggio da sfogliare, da ripercorrere come un lungo articolo giornalistico o come un sogno maledetto.
Charles Duchaussois
Flash, Katmandu il grande viaggio
SEI- SocietàEditrice Internazionale
ISBN 88-05-o5865-3


L’ultimo grande inviato dei nostri tempi si confessa in un’intervista esclusiva a “il reporter”. Il viaggio, il giornalismo, i fatti della Storia. Tutti vissuti e narrati in prima persona. “Perché un cronista deve raccontare quello che vede e sente nel cuore”.

Il fascino dei pendii a nord del paese del drago è impareggiabile e inconfondibile. Risaie adagiate su verdi terrazze e popoli provenienti da diverse minoranze etniche creano un insieme di colori unico e regalano serenità e pace al viaggiatore.

Un episodio curioso della vita del grande reporter italiano. Un esempio di come si faceva giornalismo un tempo: per la strada, tra la gente comune per raccogliere storie vere.
il viaggio di duchassois l’ho comprato nel 1979 avevo 15 anni l’ho letto circa 14 volte e tutte le volte che lo leggo e sempre la prima.Veramente stupendo