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21.12.2010

Il giro del mondo in aspettativa

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DETTAGLI DEL LIBRO


Titolo: Il giro del mondo in aspettativa
Autore: Andrea Bocconi
Editore: Guanda
Anno: 2004
Prezzo: € 12
Compralo su:
laFeltrinelli.it
Webster.it

Da questo libro ci si può aspettare quasi tutto, ma un consiglio è d’obbligo: non consideratelo una guida turistica. Molti di voi potrebbero rimanere delusi se pensassero di poter utilizzare le sue pagine come fonte di consigli su come visitare al meglio la Svizzera, o gli Stati Uniti. E Tahiti, le Figi, l’Australia, il Giappone, l’Indonesia, la Thailandia o l’India.

È questo infatti il percorso che segue il nostro autore-protagonista durante un anno “sabbatico”, di libertà da tutto: lavoro, fidanzata, amici, famiglia, la propria città. L’obiettivo è quello di perdersi o meglio sperdersi. Trovare un proprio equilibrio nell’ignoto.

Il suo percorso proprio per questo motivo non è lineare come solitamente sono i viaggi programmati. L’unica regola è infatti quella di non tornare mai indietro.

Il risultato è perciò un grande collage di immagini che provengono da ogni parte del mondo che visita ma che descrivono i luoghi, ma soprattutto i pensieri, le sensazioni, le emozioni che l’autore prova.

Così come accade in tutti i viaggi più o meno lunghi, anche qui troviamo pagine di nostalgia per ciò che ci si è lasciati dietro. Sono le quattro Non lettere.

In esse Bocconi unisce insieme presente e passato, racconta ai propri interlocutori la paura di trovarsi da solo in luoghi sconosciuti e i propri rimpianti per essersene andato troppo in fretta, senza spiegazioni, senza un perché.

Probabilmente è proprio per questo che il tentativo di fare un viaggio senza ritorno fallisce, i legami sono troppo forti, tutto è stato un bellissimo sogno che però non può durare ancora. Il viaggiatore non è riuscito a trovare un proprio luogo dove perdersi.

Ecco, l’autore ci racconta tutto ciò con un linguaggio semplice, al limite del banale che però rende perfettamente l’idea dell’esperienza vissuta di cui racconta. È un libro che si lascia leggere, allo stesso tempo lento nelle riflessioni e rapido nel cambiamento degli scenari. E fa sognare.

Del resto, chi di noi non ha mai pensato almeno una volta nella sua vita di prendere, partire, lasciarsi alle spalle tutto e non tornare mai più?

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