Libri
11.02.2010Il giro del mondo in 80 giorni
Titolo Il giro del mondo in 80 giorniAutore Jules Verne
Editore Einaudi
Anno 2009
Prezzo € 13
Phileas Fogg è il tipico gentleman in puro stile londinese. Freddo calcolatore si potrebbe definire un uomo senza brividi. Cercare, penare, pensare oltre misura, scoprire le carte alle volte può essere pericoloso, lui decide quindi per una vita piatta fatta di limiti autoimposti.
E’ ricco Phileas Fogg, di una ricchezza sconosciuta, tanto che Jules Verne non accenna mai alla provenienza del suo immenso patrimonio.
Licenzia James Forster, il suo servitore, perché gli ha portato l’acqua per radersi di due gradi più fredda. Intollerabile affronto o ingiustificabile mancanza.
Frequenta regolarmente il Reform Club, un club per gentiluomini che esisteva realmente e che tuttora esiste. Conversazioni fredde tra uomini spenti, dialoghi vuoti tra umani che non si lasciano mai andare alle emozioni. La vita può bruciare se vissuta intensamente, ci vuole troppo coraggio e forse anche un briciolo di incoscienza.
Parliamo di quella incoscienza e di quel coraggio che risiedono in tutti gli spiriti. Alle volte ci vuole una chiave, un grimaldello, una parola e lo spirito ruggisce, ma se quella parola non viene mai pronunciata e quel grimaldello e quella chiave rimangono nel buio allora l’animo tace. Per sempre.
E il buon Phileas ha la fortuna di trovare la chiave della vita in un articolo di giornale che legge insieme ai suoi amici gentleman del Reform Club. Si dice che, grazie all’apertura di una nuova linea ferroviaria in India, è possibile fare il giro del mondo in soli 80 giorni.
Impossibile, pensano e dicono i suoi amici, e Phileas, ormai vivo fino alla punta dei capelli, si fa subito promotore di una scommessa. Metà del suo immenso patrimonio se non riuscirà nell’impresa.
Partirà da Londra la sera stessa, attraverserà tanti paesi e tante emozioni: l’India, Hong Kong, la disperazione, la paura di non farcela, Yokohama, New York, l’amore, quello vero che diventerà matrimonio, Liverpool, l’Irlanda.
E Phileas vince proprio all’ultimo secondo, in puro stile romanzesco. Più povero materialmente perché i soldi della scommessa vinta a malapena coprono le spese del viaggio, ma evidentemente più ricco e molto più vivo. Ormai vivo per tutta la vita.




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