
laFeltrinelli.it
Webster.itTrattiene il respiro. È un tipo tranquillo, sicuramente non lo noteranno. Il suo è un lavoro duro, il mestiere di passare inosservati. Oltre diciassette anni da latitante per caso. Parigi, Città del Messico, Bernard, Gustave, José. Uno, nessuno, centomila.
Il Fuggiasco, di Massimo Carlotto, è il viaggio dei viaggi raccontato da un Ulisse moderno e disincantato. Una corsa disperata in una prigione a cielo aperto. “Sfiga giudiziaria”. Fato birichino. Ed il mandato di cattura dal quale scappava era stato dimenticato in un cassetto, non era mai stato emanato. L’ingiustizia più grande. Non Massimo, ma il “Caso” Carlotto.
Un’autobiografia che diventa il manuale della latitanza. Gli stratagemmi per passare inosservati, i personaggi interpretati per non essere riconosciuti, frammenti di vita che sembrano venire da universi paralleli. Non semplicemente la vita di Massimo Carlotto, ma le vite.
Un susseguirsi di persone che sembrano personaggi e di personaggi che diventano persone. Lo stesso Carlotto definisce le vicende di quegli anni una “passeggiata nella follia”. La sicurezza che solo la paranoia può dare. Ed un fuggiasco che reagisce agli attacchi di panico impersonando l’avvocato di sé stesso in interminabili arringhe.
La solitudine di un uomo, la nostalgia, le paure. Il sogno di un Messico cinematografico che si infrange nella realtà della lotta dei campesinos delle ciudades perdidas. Carlotto sotterra “Massimo” come i reduci della cavalleria zapatista sotterrano le armi della rivoluzione.
Un racconto intenso, una scrittura ironica, tragicomica, irresistibile. La solitudine diventa stile di vita e atterrisce a ogni riga di più. Una vita rubata, un insegnamento continuo, ed un dolore che non riesce ad affogare nell’alcool.
Un libro in cui luoghi, persone, storia, leggi e ingiustizie, danzano in equilibrio sulla lama del rasoio aspettando un colpo di scena che non arriva mai. Il racconto del “metateatro della sopravvivenza”.
Un lieto fine svelato sin dalla prima pagina o, per chi ha l’età per ricordarlo, dall’ex Presidente Oscar Luigi Scalfaro nel 1993.
Non un lieto fine per Massimo Carlotto, ma solo un “leggero tremore”, perché anche un incubo, quando finisce, lascia il cuore continuare la sua corsa impazzita, la mente risvegliarsi lentamente ed il vero io, intorpidito e impolverato, annaspa prima di tornare alla vita.


Mercatini e leggende. Sapori e tradizioni. Lassù, nel nord Italia, a pochi chilometri dall’Austria. L’area montana dell’Alto Adige è in diretto contatto con le emozioni più sincere.

L’isola del golfo di Napoli. L’isola fiorita. Fascino mitologico e profumi inconfondibili. Viaggio attraverso un’isola millenaria all’insegna di piccole scoperte e grandi emozioni.

In Campania, a largo del mar Tirreno, si scorge uno scoglio adagiato sulle acque. Un’isola fatta di colori, di odori di limoni e di schiuma delle onde. Nata dalle eruzioni vulcaniche.