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Webster.itLa vastità degli spazi, un senso di astrazione della realtà contrapposto a un modus vivendi cementato dalla tradizione in forme spesso lontanissime dalla cultura mediterranea. Che cos’è veramente il nord Europa?
Ce lo fa scoprire Ennio Cavalli, giornalista RAI di fama ma anche poeta e scrittore per ragazzi. Con la sua visione umoristica e ricca di spunti, Cavalli tratteggia soprattutto un viaggio nelle profonde diversità culturali tra Nord e Sud Europa.
L’espediente ironico di partenza è la ricerca del misterioso divano Svenskund, che l’autore vede su un catalogo e per il quale vale la pena di intraprendere un viaggio fino alla Svezia ed oltre. Il libro è in realtà una cronaca di diversi viaggi compiuti in più momenti, con un “rimbalzare” continuo dall’Italia alla Scandinavia; all’improbabile ricerca del mitico Svenskund si aggiunge una miriade di annotazioni, piccole storie, impressioni poetiche quasi inesauribile.
Le tappe principali del viaggio sono l’Islanda, la Svezia e la Lapponia, ma prima di tornare in Italia, Cavalli riesce anche a visitare le isole Lofoten e scoprire che il nostro paese è il principale sostenitore dell’economia di queste isole, famose per la pesca dei merluzzi.
Il filo conduttore del racconto è soprattutto la cucina, che riserva sorprese ed esperienze talvolta comiche: è irresistibile la descrizione dell’ “hakarl” islandese, la carne semiputrefatta di squalo che consumata sei mesi dopo la pesca è quasi inavvicinabile per il terribile odore di ammoniaca che emana.
I paesi del Nord Europa appaiono diversissimi tra loro: se l’Islanda, in particolare Reykjavik, produce una strana sensazione di malinconia da paese-cartolina d’epoca, sospeso nel tempo, la Svezia è il paese in cui Cavalli si sofferma più a lungo e con più piacere-mentre la Finlandia appare come un paese bloccato dal ricordo delle lunghe lotte contro la vicina Russia.
In Svezia Cavalli descrive la consegna dei Nobel, che segue da molti anni per la RAI. La cerimonia dicembrina colpisce l’immaginazione per il senso di calore e umanità che trasmette: il gusto scenografico dei colori e degli spazi, le piccole gag e un senso “non formale” di formalità da eterno presente, laddove nel resto della Scandinavia miti e leggende (elfi, eroi naviganti, fate) sembrano condizionare anche la storia e l’economia.
Dal libro traspare allora non tanto la vita tranquilla che sembra associata all’idea comune del Nord Europa, quanto una cautela, un’organizzazione che difenda dai rischi che sembrano venire da “fuori”: i Lapponi, ad esempio, descrivono se stessi come il popolo più timido della terra, sempre timoroso di aggressioni esterne.
Ma il risultato non è la chiusura in un universo perfetto, né il caos mediterraneo: piuttosto, spiega Cavalli, una strana malinconia di fondo tipica di paesi in cui la vita ha qualcosa di grandiosamente astratto, inafferrabile a parole ma chiaro nei gesti, nei gusti, nei nomi.


Viaggio tra passato e presente in uno dei paesi più freddi e affascinanti d’Europa. Un’immersione totale nella cultura, usi e costumi del popolo estone.

Alla scoperta della quarta città del paese scandinavo a solo un’ora da Stoccolma. Sede della più antica Università svedese e della maestosa cattedrale gotica, è un centro del sapere tra passato e modernità in continua evoluzione.

Sospeso a 124 metri d’altezza per godere una vista unica della terza città finlandese: laghi gemelli, rapide impetuose, fumaioli di fabbriche, chiese sublimi che raccontano la sua storia.