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Webster.itPuò, un libro, assomigliare ad uno specchio in frantumi? Possono, le sue pagine, essere paragonate ai pezzi di un puzzle? Si, se a farne la storia sono le storie che lo compongono.
Racconti che incitano il lettore a voltare velocemente pagina, a trovare la soluzione dell’enigma nella frase finale.
Ne “Il cielo a rovescio” la frase finale non risolve un enigma, rappresenta una meta. Le parole che scorrono, fluide, su pensieri di carta, tracciano strade diverse, ma tutte dirette in Australia.
Il libro curato da Franca Cavagnoli si legge con una delicata musica di sottofondo. Quella che accompagna ogni lungo viaggio. Lo sguardo insegue le immagini di un paesaggio arido, i cui desertici silenzi ispirano solitudine.
Nei racconti contemporanei dall’Australia che la Cavagnoli ci presenta, la terra dei canguri e dei koala, dei serpenti e della Grande Barriera Corallina, assume i contorni di una realtà curiosa e originale.
Non si tratta di una descrizione dettagliata e rigorosa del sesto paese più grande del mondo. Franca Cavagnoli mette insieme le esperienze di vari autori che hanno vissuto la quotidianità australiana, mostrandocela attraverso i loro occhi. Il lettore mescola la propria vita con la vita di chi indossa tradizioni lontane, ma non, per questo, irraggiungibili.
Ad inaugurare la serie di vicende raccolte, Christina Stead, che dipinge una storia d’amore resa immutabile dalla morte di uno dei protagonisti in Cina. Segue il racconto di Hal Porter, che ruba a Gretel, personaggio principale, il segreto della sua pazzia. La passione per i cavalli domina la vicenda ricostruita da Peter Carey.
“Questa antologia propone un viaggio letterario nell’Australia contemporanea per consentire al lettore italiano di conoscere più da vicino una realtà sfaccettata e ancora trascurata dall’editoria italiana”, scrive Franca Cavagnoli.
La prospettiva muta, ma il colore del “cielo a rovescio” no. Sempre identico a se stesso, il cielo appare diverso agli occhi di chi lo crede lontano. Raggiungere i suoi orizzonti è semplice. Basta imparare a conoscerlo.


Viaggio nel continente oceanico. Partendo dalla banchina di Melboure. Con l’odore dell’oceano da una parte e le pianure gialle del grano che come calamite attirano verso l’interno.

Melbourne è probabilmente la più europea tra le città australiane. Sarà per i tram, per l’architettura in stile vittoriano o per i grandi boulevard piantumati, ma l’impressione è di trovarsi in una delle metropoli del vecchio continente.

Da sempre importante snodo commerciale e portuale, questa città australiana è più piccola rispetto a metropoli come Sydney o Melbourne. Ma non per questo è meno affascinante.